Sanremo 2022: Gianni Morandi racconta Apri tutte le porte

di Televisionemania

Dall’1 al 5 febbraio si terrà la 72esima edizione del Festival di Sanremo. Tra i Big in gara ci sarà anche un veterano come Gianni Morandi, che si presenta con “Apri tutte le porte”, una canzone scritta da Jovanotti e prodotta da Mousse T, celebre grande producer e musicista tedesco di origine turca.

“Sanremo è un palco importante ed è sempre bello tornarci. Sono stato in gara diverse volte (nel 1987 l’ho vinto insieme a Enrico Ruggeri e Umberto Tozzi), ho partecipato come ospite e sono stato anche come conduttore. Per me esserci quest'anno significa ributtarmi nella musica dopo tanto tempo. E vi dirò: sono contento di tornare in gara, perché mi dà una scossa, mi emoziona. Non mi importa come mi classificherò: anche se dovessi arrivare ultimo non ne farò un dramma, sarà solo un episodio della mia carriera” - racconta Gianni Morandi nel corso di una conferenza stampa via Zoom, a cui ad un certo punto interviene, via FaceTime, anche Jovanotti.

“Io e Gianni ci eravamo già incontrati tante volte e quando ho saputo che non stava bene (in seguito all’incidente che gli ha riportato delle ustioni) l'ho chiamato. Avendolo sentito un po’ giù, ho pensato di mandargli questa canzone che avevo nel cassetto, 'L’allegria', perché pensavo che potesse piacergli. Così è stato e l’abbiamo registrata. Poi quest’estate Gianni mi ha chiamato dicendomi che voleva andare in gara a Sanremo con un brano mio, così mi sono messa al lavoro. Sono felice che Amadeus l’abbia presa, non era così scontato” - dice.

“Lorenzo ama sperimentare e mi sono affidato a lui. Non volevo presentarmi con qualcosa di tradizionale e mi piaceva l’idea di portare un pezzo divertente e ritmato” - continua Gianni Morandi - “Spero di trasmettere anche al pubblico il mio entusiasmo”.

Se ha qualche rito scaramantico? “Spero ci sia mia moglie vicino a me, per darmi una spinta a salire sul placo. Lei mi ha aiutato tanto in questo periodo, mi ha fatto anche da infermiera!”.

 

 

 

 

 

 

 






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Capodanno: Grand Soirée Cinema #2. Omaggio musicale alla settima arte

di Redazione

C'è un sottile ma solido fil rouge che lega cinema e musica: da sempre, infatti, l'impatto emotivo delle immagini che scorrono sul grande schermo vengono amplificate da tappeti sonori e canzoni che si muovono nello stesso mood. È da questo felice “matrimonio” tra forme d'espressione che nasce l'idea di “Grand Soirée Cinema #2. Omaggio musicale alla settima arte”, spettacolo che ha esordito nel 2019 con un grande successo e viene ora riproposto in occasione del Capodanno 2022.

L'appuntamento è fissato per il 31 dicembre, alle ore 21.00, al Teatro Comunale di Cesenatico.

Sul palco ci saranno ancora una volta Eleonora Mazzotti, Stefania Stefanin, Mirco Rocchi e il Maestro Luca Bonucci al pianoforte. Quattro artisti multiformi per un caleidoscopio di generi musicali e frammenti di teatro. Il cuore pulsante di “Grand Soirée Cinema #2” sarà rappresentato sempre dalle colonne sonore e in generale dalla musica legata al mondo del cinema, ma con nuovi brani e nuovi racconti che spaziano tra divi, generi cinematografici, film e musical.

Gli artisti si lasceranno travolgere, per esempio, dal ritmo della melodia napoletana, celebreranno la saga di James Bond e festeggeranno l'uscita al cinema di West Side Story per la regia di Steven Spielberg. E inoltre non potrà mancare, a conclusione dell'anno dantesco, un doveroso omaggio alla Divina Commedia.
“Grand Soirée Cinema #2” sarà indubbiamente un viaggio affascinante, all'insegna del sogno, dell'emozione e del ritmo.













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Silvia Tancredi ci augura Buon Natale con la cover di The Blood Song

di Redazione

Il periodo natalizio non è solo occasione di festa, ma anche di riflessione. È per questo che Silvia Tancredi ha deciso di celebrarlo regalando al pubblico una sua speciale versione di “The Blood Song”, celebre pezzo gospel di Kirk Franklin datato 2002.

«Ciò che mi ha colpito quando ho ascoltato per la prima volta questa canzone è stata la domanda che lui pone all’inizio: “Se Dio mi ama davvero perché la vita continua a ferirmi?”. Non ho ancora trovato la mia risposta, ma cantarla mi aiuta a riconciliarmi con le paure e a rafforzare il coraggio per potersi rialzare ogni giorno più forti di prima» - spiega la cantante, che con questa cover riesce ancora una volta ad emozionare e a scaldare il cuore.

“The Blood Song” uscirà con l'etichetta Tilt Music Production il 24 dicembre, su tutte le piattaforme streaming.

Silvia Tancredi si prepara così a un 2022 particolarmente importante per lei, dato che a gennaio uscirà il suo nuovo album “Love”.










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Realtà Debora Mancini presenta Natale a tutta fiaba. Racconti da ascoltare e da vedere

di Redazione

Per tutto il mese di dicembre l'Associazione Realtà Debora Mancini ha deciso di mettere ancora una volta i bambini al centro delle proprie iniziative culturali.

Il 19 dicembre, alle ore 16.30, appuntamento al Teatro Vittoria di Torino (in via Gramsci 4) per la Rassegna di Unione Musicale Kids di Torino, con lo spettacolo “Natale a tutta fiaba. Racconti da ascoltare e da vedere”.

Sul palco: Debora Mancini - attrice, musicista; Daniele Longo - pianoforte, tastiere, fisarmonica, voce, cajon, piccole percussioni; Cristina Lanotte - illustratrice con sand art, piani luminosi a colori e collages polimaterici.

Alcune tra le più belle fiabe della tradizione italiana (e non solo!) prendono vita: l’attrice che dà voce ai personaggi, le incredibili immagini create in tempo reale con la sand art e la musica dal vivo sono gli ingredienti di una meravigliosa avventura multisensoriale. Musica e canzoni originali sono firmate da Daniele Longo.

Lunedì 20 dicembre lo spettacolo verrà replicato per le scuole d'infanzia e primarie.














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Nicole Kazmerski emoziona con Your Voice Inside My Head

di Redazione

Tra le artiste che meritano particolare attenzione e ascolto c’è la cantautrice italo-americana Nicole Kazmerski, che ha pubblicato (per Suono Libero Music) il suo primo singolo intitolato "Your Voice Inside My Head”.

Un brano intenso ed emozionante, dedicato alla madre Assunta “Susie” Esposito scomparsa nel 2018. Susie, nata a Napoli ma vissuta in Michigan, prese in sposo Robert, ex militare della “Us Navy”.

Dal loro amore nacquero due bimbe Nicole ed Ally. La donna dirigeva un ristorante “Mamma mia- real italian food”.

Racconta la figlia Nicole: “Mamma aveva quasi quarant’anni quando lasciò l’Italia ma non smarrì mai la sua napoletanità. Nel suo ristorante, ad esempio, ricreava un ambiente familiare tipicamente partenopeo. Oltre alla cucina, curava tutto con attenzione, persino la selezione musicale era made in Naples. Era molto amata dagli ospiti ed orgogliosa delle sue origini, infatti non accettò mai la cittadinanza americana”.

Dopo la prematura scomparsa di Susie, la giovane Nicole si è trasferita in Italia, proprio a Napoli, dove lavora come insegnante di inglese ma non ha mai rinunciato alla sua passione per la musica. Fondamentale in tale senso l’incontro con il produttore indipendente Nando Misuraca, e questo brano nasce dalla loro collaborazione, con testo e musica della songwriter italo-americana: “Questa canzone nasce dall’esigenza di attraversare il dolore. Mamma è morta 17 giorni prima del mio compleanno. Era la mia migliore amica e le parlo attraverso la musica, quel legame non si è mai spezzato”.

Curiosità: Il suo cognome, di origine polacca, deriva dai bisnonni paterni emigrati negli Usa nei primi del ‘900. Durante la pandemia Nicole ha contratto il Covid-19, per ben due volte in tre mesi. Malattia che è riuscita fortunatamente a sconfiggere: “Il mio lavoro di insegnante a contatto stretto con i bambini mi espone a questi rischi ma, anche in quei momenti dolorosi sapevo che c’era un Angelo che vegliava su di me e non ero sola”.

Ad accompagnare "Your Voice Inside My Head” un videoclip diretto da Claudio D’Avascio: un mini-film con protagonisi oggetti appartenuti a mamma Susie, tra questi un ciondolo con due elefanti, mamma e figlio, che vuole rappresentare una metafora spiegata dalla Kazmerski: “Nel regno animale, in Natura, un elefantino non si separa mai dalla Mamma, anche in età adulta, e le cammina sempre affianco, fino alla sua scomparsa terrena”.

Nicole, che presto pubblicherà il suo primo album, conclude così: “Sono sicura che, come dice il titolo della canzone, la sua voce è sempre nella mia testa e gli insegnamenti che mi ha dato sono la strada che seguo quotidianamente per vivere al meglio la mia esistenza“.











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Margò Volo in scena con In stato di Grazia, al Teatro Bello di Milano

di Redazione

Se siete a Milano il 10 e l’11 dicembre non dovreste assolutamente perdere lo spettacolo “In stato di Grazia” con protagonista una scatenata Margó Volo.
L’appuntamento è alle ore 20.30 al Teatro Bello (Via San Cristoforo 1).

Si tratta di un monologo scritto da Tobia Rossi, con la regia di Chiara Valli. A completare la squadra tecnica: Mariano Jaime (assistente alla regia), Giuseppe di Falco (assistente di produzione), Heels Cristian Quinto (coreografia) e GerliMusic Production (produzione).

LO SPETTACOLO
Cosa succede quando Grazia, donna di mezza età rigida e perbenista, in seguito a un “incidente” si trasforma in una “milf” spregiudicata e iper-sessuale, talmente libera da mettere in imbarazzo quelli che prima la accusavano di essere una bigotta? Da questa premessa surreale nasce “In stato di Grazia”, che con ironia e autoironia, parla di tabù e pregiudizi, di scoperta di sé e libertà sessuale, di menopausa e gioia di vivere, attraverso il monologo-testimonianza di un personaggio bizzarro e senza peli sulla lingua, che affronta il pubblico provocando la reazione che più di tutte caratterizza il rapporto col nostro corpo, i nostri complessi, la nostra intimità: l’imbarazzo.

L’incontro tra due generazioni, quella di Tobia e Margó, che “magicamente” creano un vero (In) “stato di Grazia” perfettamente in equilibrio tra ironia e comicità, dramma e commedia. In un’epoca in cui i corpi sono sovraesposti, i segreti più intimi resi pubblici, siamo davvero così liberi e consapevoli? Quali sono i paletti del dicibile e del fattibile con cui ci confrontiamo ogni giorno? In stato di Grazia parla di tutto questo attraverso la strampalata epopea di un’eroina kitsch, raccontata miscelando i generi (black comedy, sex comedy, melò, persino musical e fantascienza) e i linguaggi, per restituirci la straordinaria – assurda e meravigliosa – complessità di un essere umano alle prese (come tutti) con paure e fragilità, passioni furibonde e desideri di riscatto. In un immaginario paesino del Nord Italia, Grazia, donna tutta d’un pezzo, moglie del sindaco e preside dell’unica scuola superiore del paese, è temuta da tutti: studenti, colleghi, genitori. Con fermezza e austerità, Grazia guida non solo il suo istituto ma in qualche modo l’intero paese, regolato dai suoi princìpi: rigore, perbenismo e soprattutto repressione sessuale.

LA PAROLA A MARGO’ VOLO
Un “vero stato di grazia” per Margó Volo che interpreta undici personaggi dimostrando tutta la sua immensa ecletticità dando voce e forma ad ognuno di loro: “Dopo essere andata in scena e aver rivisto alcuni brani, mi sono ri- guardata e guardato il rapporto tra un personaggio e l’altro e mi sono detta Margó, puoi essere molto più folle. Ogni personaggio può essere più forte, più preciso, andare oltre sé stesso, mandando anche me in quell’oltre… In queste due nuove date, voglio mettere da parte la tecnica ed essere più tutto: la follia attoriale è questa. Cambiando un personaggio, inevitabilmente si scatena una reazione a catena in tutti gli altri e questa è la vera magia. Io posso provare fin che vuoi, ma in scena lo spazio fra me, i personaggi e il pubblico, diventa uno spazio di co-creazione. Un percorso emozionale condiviso totalmente con chi è in sala, che diventa parte dello spettacolo”.

Aggiunge l’attrice: “Ho sempre sognato di lavorare con Tobia e per un allineamento di costellazioni è arrivata l’occasione giusta per farlo. A Grazia la situazione esplode letteralmente in mano, disintegrando la corazza che si era costruita nel tempo. Mi sono innamorata subito della sua libertà di pensiero, e la sua capacità di trasformazione, che è anche la mia. Un vero viaggio caleidoscopico insieme a undici personaggi, così diversi tra loro, che mi hanno costretta a cercare dentro di me. Ci sono aspetti di Grazia rigida e Grazia svelata, in particolar modo della seconda, che mi appartengono. È cucita addosso a me, ma la stoffa è di Tobia. Prendo in prestito le parole di Grazia, un monito e un augurio per tutti noi: Il corpo è il più grande strumento di libertà che ci sia stato dato. Le regole le fate voi. Ascoltate i vostri desideri. Siatene padroni, rivendicateli”.

Proprio come in un film di mutanti, dopo quell’incidente, qualcosa in lei cambia radicalmente: inizia a sentire uno strano prurito, una strana voglia di essere sé stessa e liberare la sua sessualità, che - dopo i primi esilaranti segnali - finisce per pervaderla totalmente, mandarla in tilt e dar vita a una nuova Grazia: una donna libera. A qualcuno tutta questa libertà non piace, qualcuno è infastidito e teme che la nuova Grazia possa portare la gente del paese sulla cattiva strada. In breve tempo, all’interno della scuola, alcuni docenti e genitori si coalizzano in un una sorta di partito anti-Grazia; in breve, la donna diventa il capro espiatorio della comunità. Contro di lei si muove una vera e propria crociata. A quanto pare la cittadinanza intera preferiva una despota cinica e repressiva a una variopinta e stravagante (ma autentica) donna libera.

LA PAROLA A TOBIA ROSSI
Tobia Rossi come un abile sarto, disegna e realizza su un testo che colpisce per la sua schiettezza, per la semplicità e la forza di parole che mai tradiscono la loro missione: quella di arrivare dritte, senza inutili giri a chiunque avrà il privilegio di ascoltarle. Dichiara l’autore: “È nata con lei, per lei e su di lei. Contenuto e tema, pensati proprio per Margó. Questo tema, legato alla libertà personale e sessuale, al di là di qualunque tabù, mi ha convinto subito. Ho cercato, come è mia abitudine, il linguaggio più adatto che rispetto con tutti i personaggi: parole incandescenti, precise, forti e un ritmo per ognuno, calzante ed incalzante. Un tema esposto (libertà, tabù e imbarazzi) e uno nascosto (l’educazione e tutto quello che ci ruota attorno): Grazia viene giudicata per la sua rigidezza e poi per la sua spregiudicatezza, rivelando le debolezze e i limiti altrui e del nostro tempo”.

E ancora: “In questo monologo vedo quella storia compiersi, arricchita da quello che Margó e tutto il gruppo creativo ci mette. Sono stupito e meravigliato, dalla magia e dalla forza che ha generato, consapevole che un’idea raggiunga il suo compimento solo quando si realizza”.









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Elena Sanchi incanta con Diavoli notturni

di Redazione

Tra i singoli più belli usciti in questi giorni c’è sicuramente “Diavoli notturni” della cantautrice Elena Sanchi.

Il pezzo, che si muove tra songwriting e indie pop, si nutre di un sound elettronico frutto della collaborazione con il producer e dj Alberto Melloni.

Passione, desiderio, vertigine, libertà, speranza e ricerca di salvezza sono dunque gli ingredienti di questo affascinante brano. “Diavoli notturni” ci porta in una metro abbandonata ai confini del mondo, dove due sconosciuti si trovano inermi senza più maschere l’uno di fronte all’altra e si lasciano travolgere dalla magia dell’incontro, la scintilla da dove tutto ha inizio e che fa battere forte il cuore. Sono due anime solitarie che trovano il coraggio di riscattare un passato difficile e di abbandonarsi al desiderio di essere felici, perché l’amore è ancora l’unica ancóra di salvezza per una nuova rinascita.

“La pandemia ci ha messo di fronte alla parte di noi più fragile e di riflesso anche a quella più forte. Nella separazione con il fuori abbiamo imparato a conoscerci di più dentro e siamo tornati, stiamo tornando con una consapevolezza diversa… Il nostro corpo ha voglia di ballare, la nostra voce di cantare, urlare al mondo l’Amore vero!” - spiega Elena Sanchi.

L'uscita del singolo è accompagnata da un videoclip diretto da Michelangelo Baffoni e “Diavoli notturni” anticipa l’album “La lingua del bacio”, la cui uscita è prevista il 26 novembre.


 

 









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5 singoli italiani per la vostra playlist del weekend

di Redazione

Sta per iniziare il weekend e la ricerca di un po’ di sano relax è d’obbligo.
Voglia di un po’ di musica nuova da inserire nella vostra playlist? Vi consigliamo 5 singoli di artisti italiani che vi stupiranno con effetti speciali.

“No Trouble” di Ellynora: artista a tutto tondo (è infatti cantante, autrice, producer, arrangiatrice, compositrice e regista dei suoi videoclip), Ellynora mischia in questo brano le sue origini partenopee a un sound vicino alla scena statunitense. “No Trouble”, come dice l’artista, è “voglia di divertirsi e di reagire alla forzata mancanza di spensieratezza a cui siamo sottoposti. È la storia di un party a casa finito con l’irruzione delle forze dell’ordine che però non trovano nulla al di fuori di ragazzi che amano ballare e cantare”.

“Come una star” di Saint: il rapper è tornato con un sound dal ritmo accattivante (frutto della collaborazione con DAFOUR, celebre collettivo di produttori) e un testo dalle suggestioni autobiografiche. Dice infatti: “Parla della mia vita e della mia attitudine ad affrontarla. C'è il mio io, la voglia che ho da sempre di vivere come una vera rockstar”.

“Caramelle” di Marla: un pezzo dalle influenze R’n’B molto raffinato e suadente per questa giovane artista già nota per aver scritto e interpretato il brano della campagna globale di FURLA #FurlaPoseChallenge. “Caramelle” parla di consapevolezza. “Con questa canzone mi sono guardata in uno specchio e mi sono semplicemente detta la verità, ho risposto alle domande che nascondevo da troppo tempo. Non bisogna aver paura di raccontarsi e di parlare di quello che non va, non dobbiamo sentirci sbagliati o inadeguati, non dobbiamo dimenticarci di noi stessi” - dice.

“Frenami” di In arte Agnese: un perfetto connubio tra sonorità fresche e moderne e la voce potente della giovane cantautrice. Il brano racconta una storia d’amore finita in cui la parte lesa rifiuta di lasciarsi andare alla tristezza o dal senso di colpa, ma affronta la rottura da un’altra prospettiva per trovare un proprio modo per superarla.

“Con un mazzo di rose” dei Fuoricentro: un pezzo pop dal testo importante, che vuole essere un grido di denuncia nei confronti di una mondo che preferisce non ascoltare, ma semplicemente risolvere con soluzioni superficiali e di apparenza. “Spesso le donne vengono maltrattate, non solo fisicamente ma anche psicologicamente. Sono vittime di body shaming, se il loro aspetto non è in linea con gli attuali canoni di bellezza, ma anche di age shaming e quindi accantonate se non più giovanissime. Talvolta si pensa che per sistemare le cose basti poco, come un mazzo di rose, ma in realtà serve molto di più. È la visione del mondo e delle relazioni umane che deve cambiare” - dice Maurizio Camuti, frontman della band.









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La première di The French Dispatch alla Fondazione Prada: gallery

di Laura Frigerio

Giovedì 4 novembre si è tenuta alla Fondazione Prada di Milano la première di “The French Dispatch”, il nuovo film di Wes Anderson che uscirà nelle sale l’11 novembre (distribuito da The Walt Disney Company Italia).
Presente il regista, che ha accompagnato la proiezione in sala.

Molti i vip presenti, che hanno festeggiato questa nuova opera del regista anche con un cocktail ospitato al Bar Luce, il caffè realizzato proprio da Wes Anderson. Tra i presenti: Claudio Santamaria e Francesca Barra, Caterina Caselli, Levante, Michele Bravi, Nicoletta Mantovani, Diodato, Linus, Pif, Daria Bignardi, Dardust, Diego Passoni, Matilda Lutz, Eva Riccobono, Nina Zilli, Giovanni Caccamo, Dente, Virna Toppi, Filippo Scotti, Matteo Oscar Giuggioli, Ludovica Sauer, Nick Cerioni, Matteo Piano, Stefano Boeri, Francesco Bonami, Simone Farresin e Andrea Trimarchi (Formafantasma), Marcello Maloberti, Maurizio Nichetti, Fabio Novembre, Tommaso Sacchi, Patricia Urquiola, Olimpia Zagnoli, gli influencer Aya Mohamed, Ryan Prevedel, Lea Cuccaroni, Niki Wu Jie, e molti altri ancora.

THE FRENCH DISPATCH
Questo film Searchlight Pictures dà vita a una raccolta di articoli tratti dal numero finale di una rivista americana pubblicata in una città francese immaginaria del Ventesimo secolo. Nel cast Benicio del Toro, Adrien Brody, Tilda Swinton, Léa Seydoux, Frances McDormand, Timothée Chalamet, Lyna Khoudri, Jeffrey Wright, Mathieu Amalric, Stephen Park, Bill Murray e Owen Wilson.
E ancora: Liev Schreiber, Elisabeth Moss, Edward Norton, Willem Dafoe, Lois Smith, Saoirse Ronan, Christoph Waltz, Cécile de France, Guillaume Gallienne, Jason Schwartzman, Tony Revolori, Rupert Friend, Henry Winkler, Bob Balaban e Hippolyte Girardot.










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5 giovani musicisti italiani da tenere d'occhio

di Redazione

Eccoci tornate con i nostri consigli musicali. È arrivato l’autunno e siamo state piacevolmente travolte da un bastimento carico di singoli e album veramente interessanti, che si stanno litigando un posticino nelle nostre playlist.

Stavolta vogliamo puntare i riflettori su 5 giovani artisti italiani, che meritano di essere ascoltati.


Gianluca Modanese - singolo “Settembre (dicono che)”: una ballad intensa e romantica per uno dei cantautori “do it yourself” più popolari sul web, che da indipendente ha già superato 17 milioni di ascolti su tutte le piattaforme digitali.

Dani Faiv - singolo “Luna Nera”: il rapper torna in pista con un pezzo fresco e di impatto immediato. Un singolo con almeno quattro flow diversi e un testo ricco di citazioni, analogie e aneddoti, che attinge a nuovi tappeti sonori.

Stefano Delta - singolo “Nuove Galassie”: il cantautore milanese, fresco di partecipazione al talent “The Coach”, torna sulle scene con un pezzo firmato con Paolo Barillari. Una canzone intimistica, che tocca nuovamente un tema popolare, ma che segna una nuova tappa del suo percorso di crescita artistica.

Gianluca Secco - album “DanzaFerma”: il cantautore, rivelazione del Premio Tenco 2016, ci regala un lavoro che si nutre della tradizione della canzone d’autore vestendola di rock, blues, punk e reggae. Ciliegina sulla torta: delle sonate per pianoforte/voce. Importante la collaborazione con il pianista e compositore Antonio Arcieri.


O’Tsunami - album “12 lacrime”: debut album per il rapper campano che in queste dodici canzoni si mette a nudo, raccontandoci le sofferenze che l’hanno portato a guardare al futuro con occhi diversi. Da segnalare i featuring con Peppe Soks, Ntò, Eris Gacha e Niko Pandetta, oltre alla collaborazione con Nathys (che ha prodotto, registrato, mixati e registrato il disco).











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La première di Salvatore - Il Calzolaio dei Sogni: photogallery

di Laura Frigerio

Un red carpet pieno di star ha accompagnato la première di “Salvatore - Il Calzolaio dei Sogni” di Luca Guadagnino, all’Auditorium Parco della Musica di Roma.

Leonardo Ferragamo, Presidente di Salvatore Ferragamo, Diego di San Giuliano, Luca Guadagnino e il produttore Francesco Melzi d’Eril hanno accolto un parterre di socialite Romane e celebrità del mondo del cinema italiano, tra cui Stefania Sandrelli, Laura Morante, Valeria Golino, Violante Placido, Adriano Giannini, Nicoletta Romanoff, Valeria Solarino, Alessandro Roja, Ivan Cotroneo e Yvonne Scio’, che per l’occasione hanno scelto di indossare total look Ferragamo.

Il docufilm, dedicato a Salvatore Ferragamo ovvero il fondatore di una delle maison più nota al mondo diventata iconica, arriverà in circa 200 sale italiane l’11, il 12 e il 13 ottobre, distribuito da Lucky Red.

LA TRAMA
L'appassionante storia umana, artistica e imprenditoriale di Salvatore Ferragamo, dall’infanzia a Bonito, dove ha realizzato le sue prime scarpe, al viaggio in America in cerca di fortuna, dalle esperienze a Hollywood al ritorno in Italia, dal rischio del fallimento alla rinascita nel suo laboratorio di Firenze fino alla definitiva consacrazione.
Carattere, istinto, genio, curiosità e straordinaria intuizione: Salvatore - Il Calzolaio dei Sogni mostra il mistero e il fascino di una figura complessa, un'icona della moda italiana e mondiale che non ha mai perso di vista l'importanza dei legami famigliari. Il docufilm, con la voce narrante di Michael Stuhlbarg, si avvale di immagini inedite e testimonianze che vedono protagonisti, accanto ai membri della famiglia Ferragamo, il regista Martin Scorsese, la costumista Deborah Nadoolman Landis, e numerosi studiosi, docenti, stilisti, giornalisti, critici di moda e cinematografici.

 










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Cercando l'aria è l'album (per piano solo) di Daniele Longo

di Redazione

Eccoci di nuovo con i nostri consigli musicali. Tra gli album di questo inizio autunno che noi stiamo ascoltando in loop c’è “Cercando l’aria” di Daniele Longo.

Si tratta di un album piano solo di grande classe, ideale per i momenti di relax e per quando si è in cerca di atmosfera.
È infatti un viaggio affascinante e suggestivo attraverso 14 brani (tutte composizioni originali) diversi tra di loro, intimi e al tempo stesso esplosivi, struggenti ed ironici, riflessivi e toccanti.

Per Daniele Longo, anni fa, l’amore per il volo e l’aria si manifestava nei lanci con il paracadute, audace pratica per alcuni, anche al solo pensiero. Ora invece il suo volo solitario è con il pianoforte, libero e ardito, ad ali spiegate: tra armonie che, “assorbite” con ascolti e pratica di tanti anni, ora chiedono di uscire in modo inedito e ritmi di culture musicali diverse che lo hanno nutrito e che si uniscono ai ritmi interni del cuore e del respiro. Così in queste composizioni si sente aria di jazz e di blues, di poliritmie e giochi ritmici, di ricerca e di tante altre cose che si scoprono immergendosi nell'ascolto.

La scrittura e l’improvvisazione si muovono in un misurato equilibrio, ovvero ciò che occorre per rimanere sospesi nell’aria e volare a lungo in alto.

«Cercando l’Aria è un titolo forse ancora più attuale oggi di quanto non fosse quando mi si è presentato, tempo fa. Sta a significare più cose e credo possa far piacere scoprirle da soli, senza troppi suggerimenti. Di certo esistono tanti tipi di aria o tante possibili atmosfere: per questo la disposizione d’animo non è sempre la stessa e così gli esiti. L’aria passa dagli spifferi e, se la melodia arriva così, non è il caso di contestarla e va “assecondata”, altrimenti se ne torna da dove è venuta…» - racconta Daniele Longo.

“Esistono vari tipi di aria” e anche di diverse qualità. L’aria è uno dei quattro elementi naturali, il mezzo nel quale si muovono le onde sonore, in cui avvengono scambi e trasformazioni. È anche un brano musicale, è vita e spazio, silenzio, distanza piena di senso. Cercare dal latino tardo “circare”, andare intorno. Per Socrate, nel dialogo con il retore Gorgia di Leontini, la ricerca più bella è indagare quale debba essere l'uomo, cosa l'uomo debba fare. Così in “Cercando l’aria” Daniele Longo vive, si esprime, armonizza, condivide, si racconta, vola.

“Cercando l'aria” è anche un percorso fotografico realizzato con Francesco Moretti, sugli altopiani di Brentonico (TN); e un viaggio – raccontato in brevi video - compiuto tra diverse regioni d’Italia, per sentire l’aria tra piante, arbusti, elementi naturali, in paesaggi a diverse altitudini.








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Il brand di calzature Cult Official Partner di X Factor

di Laura Frigerio

Sta per iniziare la 15esima edizione di X Factor, talent che da sempre non lancia solo talenti ma anche tendenze. È per questo che Brand Solutions (dipartimento di Sky Media) e Fremantle quest’anno hanno voluto a bordo Cult, il brand di calzature dall’animo Rock, che approda in televisione come Official Partner per questa nuova edizione.

Cult, che l’X Factor ce l’ha nel DNA, è il partner perfetto per lo show in onda ogni giovedì (su Sky Uno e in streaming su NOW): le sue iconiche calzature rock saliranno sul palco insieme ai giovani artisti, accompagnandoli lungo tutto il loro percorso.

Partendo dalle audizioni, passando attraverso le performance della grande arena del Teatro della Luna di Milano (nei Live in programma dal 28 ottobre) Cult vestirà i piedi dei giovani talenti musicali. Tanti i modelli attraverso i quali ogni artista potrà sublimare la propria personalità e raccontarsi in maniera inconfondibile grazie a quelle caratteristiche uniche che le scarpe di CULT possiedono e che riflettono l’essenza stessa di X Factor.









crediti foto: Jule Hering (da ufficio stampa)

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La voce di Beatrice al Dante Festival di Lecco

di Redazione

Debora Mancini e Daniele Longo parteciperanno al Dante Festival Lecco con “La voce di Beatrice”.
L'appuntamento è per sabato 11 settembre, alle ore 16.30, presso il Teatro Cenacolo Francescano (in piazza Cappuccini 3).

Lo spettacolo musicale, a cura dell'Associazione Realtà Debora Mancini, è basato su un testo di Enrico Ernst pensato per ragazzi dagli 11 anni, ma consigliato per tutte le età. Si tratta di un debutto per “La voce di Beatrice”. Beatrice (Bice Portinari) cammina cercando Dante, che sempre l’ha amata.  A mezzo tra un’anima che s’interroga e una donna che ha raggiunto la quiete e la saggezza, Beatrice racconta la “sua” storia intrecciata a quella di Dante (Durante) Alighieri. Dal momento che lui l’ha eletta come testimone del suo vagare, anzi meglio come sua “salute” (salvezza), presenza costante che, dal regno dell’invisibile, orienta e accompagna, ora tocca a Beatrice esporre le ragioni che l’hanno spinta a “legarsi” alla vicenda di Dante, a osservarlo, ascoltarlo, correre in suo soccorso.

Questa vicenda assolutamente unica e sconvolgente, di legame e di dialogo “oltre la morte”, oltre la finitezza umana, va raccontata con nuove sfumature “dalla parte della donna”. Senza Beatrice, narra Dante, l’attraversamento dell’Aldilà, raccontato dalla Commedia, non sarebbe stata possibile. Il poeta ha un profondo debito di riconoscenza. E anche noi, verso Beatrice. In più “noi siamo Beatrice”: ovverosia possiamo immedesimarci in lei come “lettori” di Dante e avvicinarlo “con rispetto, attenzione e amore”.

INFORMAZIONI
“La voce di Beatrice”
Beatrice racconta Dante
Uno spettacolo musicale con:
Debora Mancini, attrice, musicista
Daniele Longo, musicista, poli-strumentista
e con interventi dello scrittore Enrico Ernst
Testo di Enrico Ernst
Musica originale di Daniele Longo
Oggetti di scena di Francesco Mancini
Produzione Realtà Debora Mancini

DANTE FESTIVAL LECCO
Il Dante Festival Lecco, in programma dal 9 al 20 settembre (tra Lecco, Caloziocorte e Mandello del Lario), vanta un programma particolarmente ricco tra spettacoli, concerti ed altri eventi per celebrare il grande poeta a 700 anni dalla morte.









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Cannes 2021: le star vestono Pinko

di Laura Frigerio

La 74esima edizione del Festival di Cannes si sta avvicinando al suo gran finale, ma intanto continuiamo ad ammirare le star sul red carpet.

Molte di loro hanno scelto di indossare degli abiti customizzati di Pinko: tra di loro Kat Graham e Sofia Rising, entrambe sulla Croisette per il film “France” di Bruno Dumont.

A loro si aggiunge anche l'affascinante Marianne Fonseca.







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Indescribable è il nuovo singolo di Silvia Tancredi

di Redazione

Per la serie “la classe non è acqua”, oggi vi presentiamo "Indescribable”, il nuovo singolo di Silvia Tancredi (uscito lo scorso 18 giugno con etichetta Tilt Music Production).

Un pezzo molto raffinato e dal sapore internazionale (come i precedenti “Making a Way” e “True Love”), il cui testo è stato scritto da Eric B Turner, mentre la musica è firmata dalla stessa Silvia Tancredi insieme a Luigi Rivetti.

«Con "Indescribable" ho voluto dare nuovamente voce alla potenza dell’amore, quello intenso e passionale da toglierti il fiato e lasciarti senza parole. Ringrazio il mio amico Eric B Turner, perché è riuscito a catturare l’essenza di ciò che volevo esprimere e a trasformarlo in questo fantastico testo» - spiega Silvia Tancredi.

Ad accompagnare questo raffinato singolo un videclip, diretto da Silvia Tancredi e Gigi Rivetti, che è un libero adattamento del cortometraggio girato a New York “Canvas” di Jackie Massar, con Danielle Kronenberg, Sandra Herlog e Ryan Preimesberger.

E intanto è partito il countdown per l’uscita del nuovo album di Silvia Tancredi, prevista per settembre.









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Le Donatella tornano con il singolo Moralisti su PornHub

di Laura Frigerio

Le Donatella sono tornate! Certo, Silvia e Giulia non si sono mai fermate e continuano a dividersi tra mille impegni (non dimenticando mai i social), però era da due anni che non avevamo modo di ascoltare un loro nuovo brano (per la precisione da “One Love”).

E così eccole tornare al loro primo amore (la musica) con “Moralisti su PornHub”, un inno contro i moralismi dei leoni da tastiera e una provocazione per chi pensa che la lunghezza di una gonna debba giudicare l’identità di una persona. Commenti che spesso e volentieri le ragazze si trovano a fronteggiare durante la loro social routine.

Ricordiamo infatti che Le Donatella sono delle vere influencer: contano infatti più di 1,4milioni di followers su Instagram, con più di 4.880 post pubblicati.

Il brano “Moralisti su PornHub” (co-prodotto da Sartoria-MGMT - management delle Donatella - con la label CloverthreeMusic e distribuito da Believe Digital) è accompagnato da un videoclip realizzato dalla casa di produzione Cloverthree Film con la regia di Paolo Cartago, decisamente glamour e accattivante.

Che dire: Le Donatella sono pronte per conquistare il trono di regine dell’estate.








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Tezenis è di nuovo sponsor di Temptation Island

di Laura Frigerio

State seguendo la nona stagione di “Temptation Island”? Il viaggio nei sentimenti di Canale 5 è tornato e, ancora una volta, sta tenendo incollati allo schermo i telespettatori in questa calda estate.

Anche quest’anno Tezenis è sponsor del programma, con i concorrenti che sono vestiti con costumi della linea beachwear e capi delle linee di underwear e nightwear. Anche le location dello show, ambientato nella splendida cornice della Sardegna, saranno brandizzate Tezenis, che si associa così al programma dell’estate.

Tezenis sarà inoltre presente nei long video che vedranno partecipazione speciale delle veline, Mikaela e Shaila.









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Samantha Casella, regista da record

di Redazione

Il nostro paese è ricco di artisti di talento, che vengono giustamente riconosciuti anche all’estero. È il caso, per esempio, della regista Samantha Casella che con il suo cortometraggio “To A God Unknown - Al Dio Sconosciuto” ha raggiunto la quota di 114 premi ricevuti da festival di tutto il mondo (tra cui il Global Shorts, Montreal International Film Festival, il Metropolitan Film Festival NY e il Gold Star Movie Award).

Decisamente un record per la regista, già autrice del fortunato “I Am Banksy”, che ha colpito con il suo stile unico, in cui il cinema si nutre di suggestioni poetiche e pittoriche.

«Non avrei mai pensato che un cortometraggio così intimo e personale potesse essere tanto apprezzato in tutto il mondo e ancor meno che vincesse oltre cento premi. Il mio obiettivo è sempre stato quello di intraprendere un percorso fedele a me stessa e non ho mai mirato ad accumulare riconoscimenti. Ad ogni modo, aver trovato consensi negli Stati Uniti quanto in India, in Russia quanto in Canada o in Europa è gratificante e rappresenta uno stimolo per proseguire su questa strada» - dichiara Samantha Casella.

“To A God Unknown - Al Dio Sconosciuto” è diviso in tre capitoli (ognuno recitato in lingua originale): il primo è ispirato ai versi del poeta russo Sergey Esenin, il secondo si basa su un romanzo di John Steinbeck che da il titolo all’opera, il terzo si chiude con dei brani poetici di Arthur Rimbaud. A
d unirli sono elementi primordiali quali l’acqua, il sangue, il fuoco, l’amore, Dio. Una chiave di lettura più approfondita suggerisce che tutti i capitoli trattano il tema del sacrificio rituale in onore dell'amore, di Dio e della sacralità. Il "tempo" è la matrice della vita umana nel mondo, eppure se il tempo si fonde con il divino, ogni orologio viene annientato.

Il cast è composto da un solo attore, presente nel secondo capitolo. Dopo mesi di provini interminabili senza riuscire a trovare il volto giusto, alla fine la scelta è andata sull'italiano Matteo Fiori, conosciuto negli Stati Uniti con lo pseudonimo di Brian Witt.

“To A God Unknown - Al Dio Sconosciuto” è stato realizzato con il prezioso supporto del gruppo di lavoro “The Wild Bunch”. Il montatore è lo stesso di “I Am Banksy”, ovvero Trevor Bishop. E lo stesso vale per la colonna sonora, firmata da Massimiliano Lazzaretti, qui affiancato da Tatiana Mele. Il direttore della fotografia è Frank Hoffman. Per quanto riguarda gli aspetti di visual effects ed effects templates sono state coinvolte numerose persone come Nassim Farin, Arseny Gutov a Lario Tus.
Tra gli operatori Dylan Winter e Nik Rijavec. I doppiatori sono il russo Viacheslav Syngaevskiy, l’americano Richard Lloyd Stevens e il francese Frédéric Bernard.

Il dipinto di Ofelia presente nel corso è stato realizzato da Claudia Drei, madre di Samantha Casella.







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5 nuovi singoli italiani da ascoltare

di Redazione

 

L’estate è ufficialmente iniziata ed è partito, come da tradizione, il toto-tormentone. E mentre i big della musica italiana si scontrano a suon di hit, noi preferiamo cercare quei singoli di emergenti che meritano di essere inseriti nelle nostre playlist ed essere ascoltati in loop.

Ecco le nostre 5 proposte di questa settimana:

 

“Va bene così” di Mailena - un pezzo pop raffinato firmato da questa giovane cantautrice assolutamente da tenere d’occhio. Il testo invita a reagire a quella rabbia che nasce dentro di noi quando cerchiamo, inutilmente, di autoconvincerci che va tutto bene. Trovando la forza si arriverà anche alla consapevolezza che ogni ostacolo risulterà facilmente valicabile.

 

 

“Port Emerald” di Sesto - il cantautore napoletano ci regala un pezzo fresco, all’apparenza leggero e orecchiabile, ma che in realtà nasconde la denuncia di certi luoghi comuni e la rabbia di chi sente la necessità di “staccare”. Il titolo è ispirato a un pub a cui è molto legato.

 

 

“Andiamo al mare” di Seb Puggioni - un invito, quello del cantautore sardo, a cui non possiamo davvero resistere. Il brano è un inno al cambiamento e guarda al futuro con positività e spensieratezza.

 

 

“Amerika” di Vale LP - la giovane cantautrice campana torna con un pezzo trascinante in cui ripercorre un rapporto nato e cresciuto tra due persone che vivono distanti, un sentimento platonico che le lega con purezza e profondità.

 

 

“Amsterdam” degli Scortesi - la band propone un’intensa ballad britpop dai toni distesi e le chitarre importanti, in cui l’amore, quello vissuto tra una camminata d’evasione, una chiamata al volo e una fantasia, diventa l’occasione per immergersi in un universo fatto di psichedelia e alieni.

 

 

 

 

 

 

 

 

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