Antonio Martino partecipa alla mostra-performance ROBOTIZZATI

di Laura Frigerio

Il confine tra arte e moda è sottile e lo dimostra anche la mostra “Robotizzati. Esperimenti di moda”, in scena al WeGil di Trastevere a Roma, a cui parteciperà lo stilista Antonio Martino con due creazioni della collezione Japanese Renaissance.

Nello specifico: la Legenda di Tanabata, ovvero un cappotto blu in lana con fodera vintage in seta stampata e un kimono dress in douchesse rossa di seta stampata con lungo strascico.

“Ringrazio Stefano Dominella e Guillermo Mariotto per il prestigioso invito ricevuto e sono onorato di partecipare con due pezzi unici della mia collezione di alta moda all’esposizione performance che celebra i super robot giapponesi e il Sol Levante, un mondo che mi ha sempre affascinato e che ha ispirato la mia ultima linea, presentata nel calendario ufficiale di Alta Roma. Mi auguro che il periodo difficile che stiamo attraversando finirà presto e spero di poter approdare quanto prima in Giappone con i miei abiti, in un’ottica di internalizzazione e con il supporto delle istituzioni e delle ambasciate italiane” - ha dichiarato Antonio Martino.

Il percorso espositivo, ideato e curato da Stefano Dominella con la direzione artistica di Guillermo Mariotto, è visitabile fino al 24 gennaio presso l’hub culturale della Regione Lazio ed è realizzato da LAZIOCrea e con il patrocinio di Unindustria – Unione degli Industriali e delle Imprese del Lazio.





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La mostra Frida Kahlo - Il caos dentro alla Fabbrica del Vapore di Milano

di Laura Frigerio

Il mito di Frida Kahlo continua ad essere coltivato, per fortuna, anche in Europa. La pittrice messicana, figlia della rivoluzione, che ha segnato il secolo scorso come artista ma anche come donna, è diventata una icona per più generazioni. E siamo felici che anche le più giovani si stiano interessando alla sua storia e alla sua arte.

È per questo che vi consigliamo di non perdere la nuova mostra a lei dedicata, ovvero “Frida Kahlo - Il caos dentro”, che è stata inaugurata il 10 ottobre alla Fabbrica del Vapore di Milano e sarà visitabile fino al 28 marzo 2021.

Questa non è una semplice mostra, ma una vera e propria immersione nel mondo di Frida Khalo, un percorso sensoriale altamente tecnologico che vi catturerà fin dalle prime tappe. Dopo una spettacolare sezione multimediale con immagini animate e una avvincente cronistoria raccontata attraverso le date che hanno segnato le vicende personali e artistiche della pittrice, entra nel vivo con la riproduzione minuziosa dei tre ambienti più vissuti da Frida a Casa Azul, la celebre magione messicana costruita in stile francese da Guillermo Kahlo nel 1904 e meta di turisti e appassionati da tutto il mondo: la camera da letto, lo studio realizzato nel 1946 al secondo piano e il giardino.

Segue la sezione “I colori dell’anima”, curata da Alejandra Matiz, direttrice della Fondazione Leo Matiz di Bogotà, con i magnifici ritratti fotografici di Frida realizzati dal celebre fotografo colombiano Leonet Matiz Espinoza (1917-1988). Matiz, considerato uno dei più grandi fotografi del Novecento, immortala Frida in spazi di quotidianità: il quartiere, la casa e il giardino, lo studio.

Al piano superiore la mostra prosegue con una sezione dedicata a Diego Rivera: qui troviamo proiettate le lettere più evocative che Frida scrisse al marito. E una stanza dedicata alla cultura e all’arte popolare in Messico, che tanta influenza ebbero sulla vita di Frida, trattate su grandi pannelli grafici dove se ne raccontano le origini, le rivoluzioni, l’iconografia, gli elementi dell’artigianato: gioielli, ceramiche, giocattoli. Esposti alcuni esempi mirabili di collane, orecchini, anelli e ornamenti propri della tradizione che hanno impreziosito l’abbigliamento di Frida. Nella sezione seguente sono esposti gli abiti della tradizione messicana che hanno ispirato ed influenzato i modelli usati dalla Kahlo: gonne ampie e coloratissime, scialli e camiciole, copricapo e collane.

Il focus sulla tradizione messicana procede con la sezione dedicata ad alcuni dei più conosciuti murales realizzati da Diego Rivera in varie parti del mondo: saranno proiettati nella loro interezza e in alcuni dettagli i ventisette pannelli murali che compongono il Detroit Industry Murals (Detroit, 1932), il Pan American Unity Mural (San Francisco, 1940) e Sueño de una tarde dominical en la Alameda Central (Città del Messico).

Nella sezione “Frida e il suo doppio” sono esposte le riproduzioni in formato modlight di quindici tra i più conosciuti autoritratti che Frida realizzò nel corso della sua carriera artistica, tra cui Autoritratto con collana (1933), Autoritratto con treccia (1941), Autoritratto con scimmie (1945), La colonna spezzata (1944), Il cervo ferito (1946), Diego ed io (1949). Il modlight è una particolare forma di retroilluminazione omogenea, in cui ogni dipinto, precedentemente digitalizzato, viene riprodotto su uno speciale film mantenendo inalterate le dimensioni originali.

A conferma della grande fama globale di cui la pittrice messicana gode, la mostra prosegue con una straordinaria collezione di francobolli, dove Frida è stata effigiata, una raccolta unica con le emissioni di diversi stati. Il percorso comprende anche l'opera originale di Frida del 1938 "Piden Aeroplanos y les dan Alas de Petate – Chiedono aeroplani e gli danno ali di paglia" e sei litografie acquerellate originali di Diego Rivera. Lo spazio finale è riservato alla parte ludica e divertente dell’esposizione: la sala multimediale 10D combina video ad altissima risoluzione, suoni ed effetti speciali ed è una esperienza sensoriale di realtà aumentata molto emozionante, adatta a grandi e piccoli.


“Frida Kahlo - Il caos dentro” è prodotta da Navigare con il Comune di Milano, con la collaborazione del Consolato del Messico di Milano, della Camera di Commercio Italiana in Messico, della Fondazione Leo Matiz, del Banco del Messico, della Galleria messicana Oscar Roman, del Detroit Institute of Arts e del Museo Estudio Diego Rivera y Frida Khalo, la mostra è curata da Antonio Arévalo, Alejandra Matiz, Milagros Ancheita e Maria Rosso.




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Double Kalos, il top del design in bagno

di Redazione

Devon&Devon presenta il secondo frutto della collaborazione avviata nel 2019 con un grande protagonista dell’architettura e del design internazionali: per l’azienda che da trent’anni è un simbolo dell’abitare classico-contemporaneo, Massimo Iosa Ghini ha progettato Double Kalos, un doppio lavabo con specchio che reinterpreta in chiave attuale sofisticate ispirazioni retrò.

Nato da una riflessione sul tema della coppia, il design di Double Kalos è il risultato dell’integrazione armonica di due Kalos (il lavabo singolo presentato in anteprima al Cersaie 2019) i cui specchi circolari si fondono generando un equilibrio formale del tutto nuovo. Il grande specchio doppio che segue il profilo degli invasi si installa direttamente a parete per consentire pulizia e manutenzione ottimali.

“Double Kalos - spiega Massimo Iosa Ghini - traduce in modo particolarmente efficace la funzionalità in bellezza. L’armonia del suo design è stata resa possibile anche dalla capacità di Devon&Devon di impiegare materiali innovativi particolarmente indicati per realizzazioni complesse”.


Il corpo di Double Kalos è in White Tec, una miscela ideata e lavorata in esclusiva per Devon&Devon, che garantisce un’ottima resistenza a urti e segni e il rispetto dei più alti standard in termini di qualità e sostenibilità. All’origine del concept della collezione Kalos c’è l’osservazione del mondo vegetale: l’estetica dei lavabi su colonna ricorda le linee accoglienti e sinuose dei petali dei fiori, perfette per raccogliere la rugiada verso il loro centro e lo stelo. Su richiesta, lo specchio può essere retroilluminato con sorgenti LED che, seguendone il profilo, sottolineano l’esclusività del suo design.





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L'omaggio della street artist Laika a Luis Sepúlveda

di Laura Frigerio

Il 16 aprile ci ha lasciato Luis Sepúlveda, a causa del Coronavirus.
Il mondo della cultura non smette di piangere uno dei più grandi scrittori dell’ultimo secolo e molti artisti hanno deciso di rendergli omaggio.

È il caso, per esempio, della street artist Laika che ha creato per lui l’opera "No paramos de llorar" (tr. “Non smettiamo di piangere”), in cui vediamo due personaggi iconici della produzione letteraria dello scrittore cileno, ovvero un gabbiano in volo e un gatto.
Entrambi sono in lacrime, e il gatto, che indossa una mascherina, si ripara dalla pioggia di lacrime del gabbiano.


"Sono sempre stata una grande lettrice di Sepúlveda - ha dichiarato Laika - e la notizia della sua morte mi ha particolarmente toccata. Ho scelto di salutarlo attraverso Fortunata e Zorba, La gabbianella e il gatto, perché è il primo suo libro che ho letto e forse anche quello più conosciuto, con cui Sepúlveda è riuscito a parlare a tutti, a un pubblico fatto di adulti e giovanissimi".


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La Flourish Collection di TAI PING

di Redazione

Vogliamo portarvi alla scoperta delle creazioni di Tai Ping, produttore di fama mondiale di tappeti di lusso su misura, con la sua storia di oltre 60 anni di abilità artigianale.

L’occasione è la presentazione della Flourish Collection. Parliamo di tappeti meticolosamente annodati a mano includono dieci disegni, che sono una raccolta di studi unici sulla sensualità dei fiori.
Le trame risvegliano i sensi attraverso movimenti, colori e complessi effetti di gradazione. Facendo eco alle esplorazioni della fotografia, dell'arte e della moda contemporanea, questi tappeti si ispirano alla sfuggente bellezza della flora.

Flourish utilizza tecniche di realizzazione annodate a mano che vengono messe alla prova con toni di colore vibranti e composizioni altamente espressive. Creati da maestri artigiani in Nepal, questi tappeti su misura utilizzano solo i migliori materiali naturali, principalmente lana tibetana e seta cinese.

Ogni design può essere personalizzato e dimensionato su misura dagli studi di design interni di Tai Ping in tutto il mondo. Ogni pezzo ha una sua storia cromatica ispirata ai toni e alle forme pure e varie dei fiori. Lo spettatore è invitato a provare la sorpresa di un bouquet, fiori densi visti attraverso il filtro della luce naturale, gemme che danzano nella brezza, un ramo di eucalipto esposto ai raggi del sole e un salice in riva al fiume, per citare alcuni dei soggetti principali.

"I motivi floreali hanno ispirato l'arte per secoli, ma c'è un'interpretazione molto moderna che abbiamo sfruttato per Flourish" - ha dichiarato Juliana Polastri, Direttore Design di Tai Ping - “Il processo di manipolazione delle fotografie è servito come base per creare questi pezzi. Le tecniche realizzate nella nostra collezione Blur sono state ulteriormente potenziate”. Continua la Senior Designer Ariana Massouh: "L'intenzione era quella di lavorare con immagini figurative e trasformarle in un'esperienza sensoriale".

Completamente personalizzabile per dimensioni e colore, Flourish è l'esempio perfetto di tutto ciò che Tai Ping rende possibile. Dalla tintura alla filatura e annodatura a mano, il processo artigianale completamente integrato garantisce il pieno controllo dell'intera produzione assicurando una qualità senza pari. La collezione Flourish è disponibile negli showroom di Tai Ping in tutto il mondo.



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Chorustyle presenta la scrivania OASISSINGLE DESK

di Redazione

OASISSINGLE DESK è frutto dello stile e della continua ricerca del celebre brand di design Chorustyle. Si tratta di una scrivania dal design accattivante e dalla forma innovativa, che trasmette continuità e permette all’arredo d’ufficio d’essere interpretato e vissuto liberamente dalla persona che ne fa uso.


Un single desk che convive, idealmente, in un ecosistema funzionale studiato all’insegna dell’equilibrio garantendo non solo un’armonia di forme ma anche un’estrema praticità. Oasis permette in questo modo di trasformare la vita di chi lavora creando uno spazio costruito intorno ai nuovi parametri di benessere e di equilibrio per dare vita a un ambiente lavorativo altamente personalizzato.



Il top della scrivania, con lavorazione a 45° che testimonia la cura al dettaglio che da sempre contraddistingue Chorustyle, segue linee curve e sinuose. L’assenza di spigoli esprime un approccio alla vita lavorativa dove si attribuisce prioritaria importanza allo scambio e all’ascolto reciproco abbattendo le distanze fra individui e facilitando il lavoro di “sharing”. Le due gambe curvate di Oasis donano continuità al movimento poggiando su basamenti pieni in alluminio. La loro forma non solo caratterizza l’unicità del design di Oasis, ma è funzionale al fatto che gli interlocutori si sentano accolti e a proprio agio quando si accomodano alla scrivania.

L’area di lavoro è rivestita in vera pelle, comfort che riserva una sensazione vellutata al tatto e ribadisce l’esclusività e l’eleganza del prodotto.
 
La laccatura di Oasis è di altissima qualità, si tratta di una verniciatura al poliestere con sette fasi di lavorazione. I colori vivaci donano personalità e dinamismo al prodotto, rendendolo originale e accattivante. Le finiture in impiallacciato (palissandro indiano e noce nazionale) valorizzano l’eleganza e il design del prodotto.

 


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Porcelanosa: la campagna su led metro e radio curata da Zeye

di Redazione

Come ogni anno, Zeye Group affianca Porcelanosa nelle campagne pubblicitarie più importanti.

Quest' anno per l'area Milano sono stati utilizzati per la prima volta i LED nelle principali stazioni metro del centro città unitamente a Radio Subasio del gruppo Mediamond.

Paolo Carucci founder Zeye Group dichiara: "In attesa del Salone del Mobile, posticipato a giugno, l'azienda spagnola si gode la conquista del premio IF DESIGN AWARDS con rubinetto Oxo e propone al pubblico italiano nuovissime soluzioni di alto design ad un prezzo accessibile. Confidiamo nel successo della operazione come gli altri anni”.



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Le Studio d’Orphée di Jean-Luc Godard alla Fondazione Prada

di Laura Frigerio

Il cinema non è solo intrattenimento, ma arte (la settima, per precisione). E i suoi protagonisti meritano di essere conosciuti insieme alle proprie opere, da tutte le generazioni.
È per questo che vi consigliamo vivamente di visitare “Le Studio d’Orphée” di Jean-Luc Godard, nuovo progetto permanente di Fondazione Prada, a Milano.


“Le Studio d’Orphée” è un atelier, uno studio di registrazione e di montaggio, un luogo di vita e di lavoro che trova la sua nuova collocazione al primo piano della galleria Sud.

Il cineasta ha deciso di trasferirvi il materiale tecnico, utilizzato nella realizzazione dei suoi ultimi film a partire dal 2010, così come i mobili, i libri, i quadri e gli altri oggetti personali provenienti dal suo studio-abitazione di Rolle in Svizzera.

 

Il termine “atelier” usato da Godard per definire questo spazio evoca la dimensione artigianale che caratterizza la sua attività di regista, accostando il proprio lavoro cinematografico agli universi del teatro e delle arti visive.


All’interno de “Le Studio d’Orphée” il lungometraggio “Le Livre d'image” (del 2018) e nove cortometraggi del regista (“On s'est tous défilés” del 1988; “Je vous salue Sarajevo” del 1993; “Les enfants jouent à la Russie” del 1993; “The Old Place” del 1998; “De l'origine du XXIème siècle” del 2000; “Liberté et Patrie” del 2002; “Une bonne à tout faire” del 2006; “Vrai faux passeport” del 2006; “Une Catastrophe” del 2008) saranno diffusi su uno schermo televisivo impiegato abitualmente da Godard come strumento di lavoro.


In particolare, gli spettatori avranno l’occasione unica di assistere alla proiezione de “Le Livre d'image” nel luogo fisico in cui il film è stato concepito e realizzato, durante il montaggio, il mixaggio del suono e nelle fasi di produzione e post-produzione. Per la prima volta sarà possibile trovarsi a stretto contatto con il processo creativo all’origine di un’opera cinematografica.

Gli elementi che compongono “Le Studio d’Orphée” formano una geografia spaziale ed emozionale all’interno della quale i visitatori saranno invitati a vivere un’esperienza di totale scoperta. Per gli spazi di Milano della Fondazione Prada Jean-Luc Godard ha anche concepito “Accent-sœur”, un intervento sonoro installato all’interno dell’ascensore della Torre. I visitatori potranno ascoltare la colonna sonora di “Histoire(s) du cinéma”, un’opera video in otto capitoli iniziata nel 1988 e conclusa nel 1998 dal cineasta che si è servito di estratti di film, di telegiornali, di scritti di filosofia, di romanzi, di poesie, di musiche e di opere d’arte per raccontare la storia complessa e multiforme della settima arte.


crediti foto: ufficio stampa Fondazione Prada

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La mostra Dona le tue rughe, a Milano fino all'8 novembre

di Laura Frigerio

Se vi trovate a Milano vi consigliamo di passare nello Spazio Solferino 19, dove fino all’8 novembre (dalle ore 17.30 alle 21.00) potrete visitare la mostra “Dona le tue rughe”.
Quest’ultima è frutto della campagna di L’Oréal Paris ideata da McCann Worldgroup Italia, insieme a Fondazione Umberto Veronesi, lanciata lo scorso giugno e che ora prosegue con un nuovo capitolo. 

 

GLI ARTISTI
Tredici giovani promettenti artisti dell’Accademia di Belle Arti di Brera hanno voluto omaggiare il tema delle donne, della malattia, della lotta, della bellezza, ciascuno con una propria opera: fotografie, installazioni, disegni e altre forme d’arte.
Maria Cristina Galli, Vice-Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Brera, spiega: “Il progetto che gli studenti di Brera sono stati chiamati a interpretare si relaziona con qualcosa che misura e trattiene il tempo, che segna il passo della vita e della forza necessaria che occorre a tracciarne il percorso. Tempo che è attore fondamentale insieme alle protagoniste di questa formidabile iniziativa, che è quello di un processo, di una rinascita quotidiana, dell’annuncio di una nuova avventura”.

IL CONCEPT
Da sempre le donne non amano invecchiare e nella società moderna non è spesso facile accettare i cambiamenti del passare del tempo. Ma non c’è niente di più bello che vedere negli occhi e sul viso la storia di una persona. Le rughe fanno parte di noi, del nostro vissuto e del nostro essere. Sono il frutto delle tante esperienze provate ogni giorno sulla propria pelle, il risultato di situazioni ed emozioni, più o meno belle. Ma non per tutte le donne le rughe sono considerate un taboo, anzi hanno qualcosa di speciale che fa ricordare loro come sia bella la vita, ogni giorno.
Donne straordinarie, come quelle che hanno combattuto o stanno combattendo il cancro, che sognano di avere le rughe perché significa che hanno sconfitto con forza e coraggio la loro malattia e che sono desiderose di accogliere a braccia aperte tutto ciò che il futuro potrà regalare loro.

“Da anni lavoriamo in sinergia con L’Oréal Paris e McCann Worldgroup Italia per realizzare campagne di sensibilizzazione rivolte al mondo femminile affinché ogni donna non dimentichi quanto sia fondamentale la prevenzione contro i tumori. Raccontare le storie delle nostre Pink Ambassador vuol dire raccontare l’esperienza di tutte le donne che hanno combattuto la malattia e l’hanno sconfitta grazie alla ricerca scientifica d’eccellenza. Proprio per questo, Fondazione è da sempre impegnata nel finanziare i migliori medici e ricercatori che hanno deciso di dedicare la propria vita allo studio e alla cura dei tumori” - dichiara Monica Ramaioli, Direttore Generale di Fondazione Umberto Veronesi.

“Crediamo profondamente nel grande valore della ricerca e della prevenzione e anche quest’anno abbiamo voluto promuovere questo progetto dal forte impatto sociale. L’Oréal Paris fonda le sue radici nella ricerca scientifica al cui sviluppo sente il dovere di contribuire con un impegno concreto per il sostegno di tutte le donne. Essere donna è un cammino difficile e pieno di responsabilità e il nostro brand vuole essere al fianco di ognuna perché tutte possano guardare con serenità e fiducia verso il futuro” - afferma Guillaume Perrin, Brand Director L’Oréal Paris.

LE PROTAGONISTE
Gabriella, Angela, Laura, Clizia, Dorka e Chiara, ossia le Pink Ambassador di Fondazione Umberto Veronesi, sono le 6 protagoniste del video ufficiale della campagna, realizzato dall’agenzia creativa McCann Worldgroup Italia, che vedono nella possibilità di occuparsi delle proprie rughe qualcosa in più, un privilegio. Quelle stesse rughe testimoniano la vittoria sul cancro, per loro la malattia non ha avuto la meglio, la vita va avanti e hanno un futuro che le aspetta anche se sul loro volto c’è qualche ruga che assume un significato completamente diverso.

“Ho superato la mia malattia con forza, determinazione e coraggio, immaginandola come un gioco e nello stesso tempo una sfida che dovevo vincere. Ho imparato che anche da una situazione difficile e devastante, si può uscire più forti di prima” - afferma Dorka Feliz, 46 anni, Pink Ambassador di Fondazione Umberto Veronesi.


“La malattia è qualcosa che ti capita e non puoi farci nulla. Devi affrontarla a viso aperto. Sicuramente a me ha cambiato le priorità e mi ha ridato una grande gioia di vivere!” commenta Clizia Branchi, 50 anni, anche lei Pink Ambassador di Fondazione Umberto Veronesi.

Sono alcune delle testimonianze delle donne coinvolte nel progetto che, con le loro parole ed esperienze, hanno ispirato i 13 talenti dell’Accademia di Brera. Ogni anno, in Italia, oltre 52.000 donne si ammalano di tumore al seno, 10.600 di tumori dell’utero e 5.200 di tumore all’ovaio. I risultati ottenuti fino a oggi dalla ricerca scientifica sono incoraggianti e dimostrano come la diagnosi anticipata e le nuove terapie possano salvare la vita a moltissime donne. Per questo promuovere campagne di prevenzione e sensibilizzazione su questo tema è fondamentale.

IL MESSAGGIO
L’importante messaggio della campagna “Dona le tue rughe” è che dobbiamo impegnarci ogni giorno nel sostenere la ricerca scientifica contro il cancro. E oggi è possibile farlo con un semplice gesto: dal 15 ottobre al 30 novembre 2019 acquista un prodotto L’Oréal Paris nei punti vendita aderenti all’iniziativa (Il Gigante, Interspar, Italmark, Iperal, Mercatò, Aliper). L’Oréal Paris devolve, per ogni suo prodotto acquistato, 50 centesimi a favore di Fondazione Umberto Veronesi che finanzierà una borsa di ricerca annuale ad una ricercatrice di altissimo profilo che ha deciso di dedicare la propria vita allo studio e alla cura dei tumori femminili.


LA MOSTRA
Ogni opera coglie l’oggi. Anche quando è carica di memoria, anche se, come un veggente, l’artista legge il domani. Legata alla vita, l’arte indica la direzione dello sguardo e traccia un territorio denso e intenso, nel trattamento dei limiti della conoscenza. Presuppone un sapere che consente di osservare, disegnare e comprendere il vivente, l’ora e qui, che l’opera riconsegna alla materia. Ogni volta che una donna correggerà le proprie rughe con i trattamenti L’Oréal Paris, le donerà simbolicamente ad un’altra che sogna di averle. Si rafforza così l’obiettivo della campagna sulla sensibilizzazione: si crea un ponte di solidarietà tra le donne che lottano contro i segni del tempo e quelle che combattono contro un cancro che potrebbe non farle invecchiare.
McCann Worldgroup Italia è l’agenzia creativa che ha tenuto le fila del progetto creativo di tutta la campagna che include: un video digital in due formati (20 sec e 45 sec), una campagna stampa, materiali punto vendita e la partecipazione di alcuni influencer che contribuiranno a rafforzare il messaggio. Chi vorrà potrà condividere l’iniziativa utilizzando l’hashtag ufficiale #DonaLeTueRughe.
L’ingresso alla mostra è libero.

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Miky Degni omaggia Leonardo

di Redazione

Miky Degni è stato invitato a un’importante mostra collettiva per le celebrazioni di Leonardo Da Vinci, che potrete ammirare al Mumi Ecomuseo Ex Fornace di Milano fino al 24 ottobre.

“L'eredità di Leonardo Da Vinci” (questo il titolo) è un evento artistico patrocinato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e per l'occasione Miky Degni ha realizzato una grafica di grande formato raffigurante il ritratto del Genio di Leonardo. Un ritratto che l’artista milanese ha trasformato in un’icona contemporanea dal gusto pop.

“Partecipare alle celebrazioni di Leonardo da Vinci con una mia opera è per me un grande onore. Un pò perchè si svolge nella mia città e un pò perchè mi sento parte integrante della location prescelta, i Navigli, cuore pulsante della creatività milanese, luogo in cui svolgo la mia attività da 30 anni” - ha dichiarato Miky Degni.

crediti foto: ufficio stampa

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