Angelique Cavallari tra sogno e surrealismo con la Street Performance “Phoenix-Poetic Acts”

di Redazione

“La visione poetica è rinascita, libertà e coraggio” sostiene Angelique Cavallari, che non smette di immergersi in nuove dimensioni creative.

Esploratrice assidua di nuove visioni e libera dagli schemi, l'artista e attrice riprende con le sue Street Performance itineranti (dopo la performance “L'effimero e il grano” per le strade del Marais di Parigi – accompagnata dal polistrumentista Nicola Linfante - in occasione dei “Parcours Nomades”, ma anche “Identità” presentato al Lady Fest di Roma). La nuova performance si intitola “Phoenix-Poetic Acts”, una video-testimonianza degli atti poetici da lei fatti per le strade della città di Parigi, ma anche e soprattutto nelle sue periferie, le “banlieux”, i luoghi da lei scelti. Questa suggestiva Street Performance verrà presentata in prima assoluta all'Iper Festival (evento dhygital, multidisciplinare e gratuito dedicato alla periferia di Roma e delle metropoli del mondo) che si terrà dal 21 al 23 maggio.

Visibile sulla piattaforma virtuale https://iperfestival.it/, il festival coinvolge artisti scelti da tutto il mondo (Parigi, Addis Abeba, Barcellona, Bari, Berlino, Bologna, Bolzano, Bucarest, Buenos Aires, Caracas, Città del Messico, Il Cairo, Kinshasa, Lima, Manchester, Miami, Milano, Montreuil, Napoli, New York, Palermo, Papaichton, Pechino, Praga, Quito, Taipei, Taranto, Tel Aviv, Torino, Tripoli, Venezia).
L'evento, curato da Giorgio de Finis (MAAM, RIF, MACRO Asilo), inaugura anche il nuovissimo nonché unico Museo delle Periferie attualmente in costruzione (Tor bella Monaca - Roma). La performance “Phoenix-Poetic Acts” e la proiezione del video avranno luogo anche nella galleria di Parigi di Bonnie Tchen Hy, con la curatrice Simona Amelotti (MetacritikOpera).

Nonostante il periodo carico di restrizioni e limitazioni, Angelique ha dato vita a questi atti poetici in totale indipendenza e con quel pizzico di trasgressione che da sempre contraddistingue l’atto performativo puro in sé, che è totalmente libero. Così, tra sogno e surrealismo, si presenta vestita con un abito che “evoca metaforicamente una Fenice contemporanea” (fatto da lei stessa a mano) e mentre cammina con una mano sparge petali di fiori freschi (prese da un cesto di vimini) per le strade di cemento e con l'altra tiene alto un fumogeno colorato. Un contrasto scenico che diventa mistico e surreale, onirico, ma che è concreto e tangibile. Tangibile come la presenza dell'artista. Un momento che vuole celebrare la restituzione del diritto di tutti alla bellezza e al sogno attraverso l‘arte.

Si perché il messaggio della Cavallari qui è molto chiaro: “La Fenice è, per eccellenza, il simbolo della Rinascita e con questi passaggi, questi semplici gesti entriamo in una dimensione surreale di quel che può essere considerata la forza della creatività in sé . Puri atti della resilienza della visione poetica, che vince sempre ed esiste come risorsa radicata ed imprescindibile dell'essere umano”.

Intanto ricordiamo che “La Nuit”, mediometraggio diretto da Stefano Odoardi con protagonista proprio Angelique Cavallari, autrice anche dei brani musicali da lei cantati, sta continuando a girare il mondo e a vincere premi in vari festival cinematografici (è stato anche tra i finalisti del Los Angeles Italia Film Fashion and Art Festival). “La Nuit” è attualmente disponibile (gratuitamente) sulla piattaforma streaming Chili.

Angelique Cavallari è inoltre protagonista del cortometraggio “Seven Wishes”, realizzato da Karolina Bomba, in cui l'attrice veste i panni di una donna/fata che cercherà di esaudire i desideri di un bambino sulla sedia a rotelle. Anche questo titolo sta avendo successo per i festival internazionali: dal Roma Prisma Indipendent Film Festival,al New York Film Festival. La Cavallari ha vinto per questa pellicola anche il premio come migliore attrice al Best Actor Award New York.







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Il pittore Guido Rocca: “I musei sono chiusi, ma l’arte non ha confini”

di Redazione

I lockdown continui e le restrizioni anti-Covid 19 hanno portato alla chiusura dei musei in quasi tutta Italia. Questo però non deve allontanarci dall'arte e dalla sua capacità di aprire la mente (oltre che il cuore), come sottolinea Guido Rocca, apprezzato pittore che ha deciso di fare sentire la sua voce in questo momento difficile.

“Oggi purtroppo abbiamo l’evidenza che molto spesso la società lascia intendere che l’arte non sia un bene primario, ma in realtà sono fermamente convinto che sia la linfa vitale della società e della cultura. L’arte ha il potere enorme di incidere sul tono emozionale, elevandolo e rendendo le persone più produttive, etiche e serene. Potete facilmente intuire che influenzando gli individui l’arte alza l’umore generale della società e questa è la chiave per avere un futuro migliore e pacifico per tutti” - spiega Guido, che invita a circondarsi di arte anche tra le mura domestiche - “Ora i musei sono chiusi e la situazione non è semplice, ma il vantaggio è che l’arte non ha confini e dobbiamo avere la forza di non abbatterci a causa di queste restrizioni, ma alzare il nostro livello di necessità e di urgenza e fare ancora più arte, creare ambienti estetici, circondarsi di bellezza, leggere, ascoltare musica. Mai come oggi dobbiamo spegnere per un po' i cellulari e dedicare più tempo all’arte. Un bel quadro appena entri in casa per esempio può estrovertiti ed elevare il tuo umore in un modo che neanche ti immagini, sciogliendo rabbia e preoccupazione e rivitalizzando in te la voglia di creare”.

Guido continua facendoci comprendere come l’arte può farci vedere oltre l’apparenza e può esserci di aiuto nei momenti bui: “Questa capacità di farci vedere è talmente magica e potente che l’arte ci permette di osservare anche ciò che è invisibile, ci sono quadri che pur essendo fatti di materia, sono energia pura e rappresentano un universo invisibile difficile da portare alla luce se non tramite l’arte. Molto spesso essa ci permette di comprendere quanto il mondo spirituale, nonostante non si possa toccare, sia più vero dell’universo materiale”.

Rocca poi affronta un tema che fa riflettere: “L'arte alza il tono generale delle persone e della società, rendendo ognuno di noi più libero e sereno. Tramite essa possiamo aiutare, sia come artisti che come amanti e divulgatori. E per una persona non esiste soddisfazione più grande che sentirsi utile agli altri. L’arte migliora il presente dando vita al futuro”

Continua poi raccontando come la sua arte è il riflesso di se stesso: “Come artista cerco di fare la mia parte e sono convinto che su ogni tela, non solo sono impressi i colori ma anche le mie idee, le mie intenzioni e il mio scopo, mi auguro che questo venga percepito da chi osserva le mie opere, perché quello che vedono non è solo materia ma è vita, io sono i miei quadri”.

CHI È GUIDO ROCCA
Guido Rocca nasce a Milano e, fin da piccolo, coltiva la sua passione per la scrittura. A diciotto anni si trasferisce all’estero e poi inizia a viaggiare in tutto il mondo, passando un lungo periodo in Asia (tra India e Nepal, in particolare a Kathmandu). I viaggi e le avventure vissute hanno fatto scattare in lui un grande flusso creativo e così, a venticinque anni, ha iniziato a dipingere e da allora non ha più smesso. Con le sue opere Guido cerca di trasmettere nel mondo materiale l’universo dell’anima. Il suo scopo è poter creare sensazioni libere da schemi fissi in coloro che osservano e comunicano con i quadri. Il suo desiderio è che la diversità e la necessità di ognuno possa liberamente cogliere ciò che vuole dentro di se e che possa essere rasserenata dall’interazione con l’opera.


 



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I Segreti Degli Altri di Silvia Bertocchi alla Galleria Cael

di Redazione

Venerdì 19 Febbraio la Galleria Cael di Milano ha ospitato una performance dal titolo “I Segreti Degli Altri” realizzata da Silvia Bertocchi, giovane autrice, attrice e pittrice di origini sarde molto attiva nel panorama della performance art.

Seduta al centro della galleria, l'artista regge un cartello che riporta il titolo della performance e attende che il pubblico scriva, su piccoli pezzi di tessuto, un proprio segreto, una confessione intima da condividere solo con colei che in silenzio aspetta, immobile nel suo mini abito rosa shocking.
Alle spalle di Silvia c'è la tela da dipingere, davanti a lei ci sono i segreti di tutti che lei prende in mano uno alla volta, legge, e interpreta con parole e movimenti danzati in un percorso che la porta davanti alla tela, dove attacca il segreto ricevuto con un punto di spillatrice e ci dipinge sopra a mani nude, prima di tornare seduta a reggere il suo cartello. La performance si è conclusa una volta che sono stati letti e uniti all'opera, i segreti di tutti i presenti - I segreti Degli Altri.

Vorreste visitare l’opera visuale “I Segreti Degli Altri” tratta dalla performance? Potete farlo fino al 5 marzo presso la Galleria Cael in via Carlo Tenca 11 a Milano.

La galleria, oltre al lavoro visuale di Silvia Bertocchi, ospita anche opere di artisti provenienti da tutto il mondo nella collettiva “Change The Way”, curata da Loredana Trestin con Maria Cristina Bianchi.




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Fashion Film Festival Milano, la settima edizione

di Laura Frigerio

Si inaugura oggi, con una diretta Instagram (alle ore 18), la settima edizione del Fashion Film Festival Milano che terminerà il 18 gennaio e avrà un format interamente digitale.

La manifestazione, fondata e diretta da Constanza Cavalli Etro, pur ribadendo la sua complementarietà alla Milano Fashion Week Collezione Uomo (che si terrà dal 15 al 19 gennaio), assume una identità culturale propria ed entra nelle case di tutti quelli che vorranno seguirlo.
Allo stesso tempo il Festival, in questo modo e in questo particolare periodo, riporta la moda a essere espressione e linguaggio sociale e culturale. Specchio democratico e collettivo della società e non più solo mondo affascinante ma distante ed elettivo.

Nel corso del Fashion Film Festival Milano verranno presentate, nelle varie sezioni, più di 200 opere provenienti da 60 paesi.

Quelle in concorso verrano giudicate da una giuria internazionale composta da: Tim Yip, Lachlan Watson, Marcelo Burlon, Anna Dello Russo, Milovan Farronato, Javier Goyeneche, Margherita Missoni, Paolo Roversi, Elizabeth Von Guttman e Tamu McPherson.
Ultimo giurato d’eccezione sarà il pubblico, che (su fffmilano.com) potrà votare per il proprio fashion film preferito decretando il vincitore del People’s Choice Award.

Altre opere verranno presentate fuori concorso. Ci sarà una sezione speciale dedicata al Made in Italy e alla creatività italiana “The World of Italian Fashion Films”, a cui si aggiungo cinque première di lungometraggi e progetti speciali come #FFFMilanoForGreen (dove il festival continua la sua missione di promuovere ed educare verso la sostenibilità per il quinto anno, dando spazio alle realtà, ai designer e alle istituzioni che sono in prima linea per supportare uno stile di vita sostenibile) e #FFFMilanoForWomen (dove si promuove e sostiene il talento femminile, dando spazio e voce a progetti sociali, registe, designer, imprenditrici e attiviste).
Inoltre si terranno sei conversazioni con personaggi di spicco.

Dove sarà possibile seguire il Fashion Film Festival Milano? Su tre piattaforme in contemporanea: fashionfilmfestivalmilano.cameramoda.it, fffmilano.com e MyMovies.it.

 

 





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Antonio Martino partecipa alla mostra-performance ROBOTIZZATI

di Laura Frigerio

Il confine tra arte e moda è sottile e lo dimostra anche la mostra “Robotizzati. Esperimenti di moda”, in scena al WeGil di Trastevere a Roma, a cui parteciperà lo stilista Antonio Martino con due creazioni della collezione Japanese Renaissance.

Nello specifico: la Legenda di Tanabata, ovvero un cappotto blu in lana con fodera vintage in seta stampata e un kimono dress in douchesse rossa di seta stampata con lungo strascico.

“Ringrazio Stefano Dominella e Guillermo Mariotto per il prestigioso invito ricevuto e sono onorato di partecipare con due pezzi unici della mia collezione di alta moda all’esposizione performance che celebra i super robot giapponesi e il Sol Levante, un mondo che mi ha sempre affascinato e che ha ispirato la mia ultima linea, presentata nel calendario ufficiale di Alta Roma. Mi auguro che il periodo difficile che stiamo attraversando finirà presto e spero di poter approdare quanto prima in Giappone con i miei abiti, in un’ottica di internalizzazione e con il supporto delle istituzioni e delle ambasciate italiane” - ha dichiarato Antonio Martino.

Il percorso espositivo, ideato e curato da Stefano Dominella con la direzione artistica di Guillermo Mariotto, è visitabile fino al 24 gennaio presso l’hub culturale della Regione Lazio ed è realizzato da LAZIOCrea e con il patrocinio di Unindustria – Unione degli Industriali e delle Imprese del Lazio.





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La mostra Frida Kahlo - Il caos dentro alla Fabbrica del Vapore di Milano

di Laura Frigerio

Il mito di Frida Kahlo continua ad essere coltivato, per fortuna, anche in Europa. La pittrice messicana, figlia della rivoluzione, che ha segnato il secolo scorso come artista ma anche come donna, è diventata una icona per più generazioni. E siamo felici che anche le più giovani si stiano interessando alla sua storia e alla sua arte.

È per questo che vi consigliamo di non perdere la nuova mostra a lei dedicata, ovvero “Frida Kahlo - Il caos dentro”, che è stata inaugurata il 10 ottobre alla Fabbrica del Vapore di Milano e sarà visitabile fino al 28 marzo 2021.

Questa non è una semplice mostra, ma una vera e propria immersione nel mondo di Frida Khalo, un percorso sensoriale altamente tecnologico che vi catturerà fin dalle prime tappe. Dopo una spettacolare sezione multimediale con immagini animate e una avvincente cronistoria raccontata attraverso le date che hanno segnato le vicende personali e artistiche della pittrice, entra nel vivo con la riproduzione minuziosa dei tre ambienti più vissuti da Frida a Casa Azul, la celebre magione messicana costruita in stile francese da Guillermo Kahlo nel 1904 e meta di turisti e appassionati da tutto il mondo: la camera da letto, lo studio realizzato nel 1946 al secondo piano e il giardino.

Segue la sezione “I colori dell’anima”, curata da Alejandra Matiz, direttrice della Fondazione Leo Matiz di Bogotà, con i magnifici ritratti fotografici di Frida realizzati dal celebre fotografo colombiano Leonet Matiz Espinoza (1917-1988). Matiz, considerato uno dei più grandi fotografi del Novecento, immortala Frida in spazi di quotidianità: il quartiere, la casa e il giardino, lo studio.

Al piano superiore la mostra prosegue con una sezione dedicata a Diego Rivera: qui troviamo proiettate le lettere più evocative che Frida scrisse al marito. E una stanza dedicata alla cultura e all’arte popolare in Messico, che tanta influenza ebbero sulla vita di Frida, trattate su grandi pannelli grafici dove se ne raccontano le origini, le rivoluzioni, l’iconografia, gli elementi dell’artigianato: gioielli, ceramiche, giocattoli. Esposti alcuni esempi mirabili di collane, orecchini, anelli e ornamenti propri della tradizione che hanno impreziosito l’abbigliamento di Frida. Nella sezione seguente sono esposti gli abiti della tradizione messicana che hanno ispirato ed influenzato i modelli usati dalla Kahlo: gonne ampie e coloratissime, scialli e camiciole, copricapo e collane.

Il focus sulla tradizione messicana procede con la sezione dedicata ad alcuni dei più conosciuti murales realizzati da Diego Rivera in varie parti del mondo: saranno proiettati nella loro interezza e in alcuni dettagli i ventisette pannelli murali che compongono il Detroit Industry Murals (Detroit, 1932), il Pan American Unity Mural (San Francisco, 1940) e Sueño de una tarde dominical en la Alameda Central (Città del Messico).

Nella sezione “Frida e il suo doppio” sono esposte le riproduzioni in formato modlight di quindici tra i più conosciuti autoritratti che Frida realizzò nel corso della sua carriera artistica, tra cui Autoritratto con collana (1933), Autoritratto con treccia (1941), Autoritratto con scimmie (1945), La colonna spezzata (1944), Il cervo ferito (1946), Diego ed io (1949). Il modlight è una particolare forma di retroilluminazione omogenea, in cui ogni dipinto, precedentemente digitalizzato, viene riprodotto su uno speciale film mantenendo inalterate le dimensioni originali.

A conferma della grande fama globale di cui la pittrice messicana gode, la mostra prosegue con una straordinaria collezione di francobolli, dove Frida è stata effigiata, una raccolta unica con le emissioni di diversi stati. Il percorso comprende anche l'opera originale di Frida del 1938 "Piden Aeroplanos y les dan Alas de Petate – Chiedono aeroplani e gli danno ali di paglia" e sei litografie acquerellate originali di Diego Rivera. Lo spazio finale è riservato alla parte ludica e divertente dell’esposizione: la sala multimediale 10D combina video ad altissima risoluzione, suoni ed effetti speciali ed è una esperienza sensoriale di realtà aumentata molto emozionante, adatta a grandi e piccoli.


“Frida Kahlo - Il caos dentro” è prodotta da Navigare con il Comune di Milano, con la collaborazione del Consolato del Messico di Milano, della Camera di Commercio Italiana in Messico, della Fondazione Leo Matiz, del Banco del Messico, della Galleria messicana Oscar Roman, del Detroit Institute of Arts e del Museo Estudio Diego Rivera y Frida Khalo, la mostra è curata da Antonio Arévalo, Alejandra Matiz, Milagros Ancheita e Maria Rosso.




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Double Kalos, il top del design in bagno

di Redazione

Devon&Devon presenta il secondo frutto della collaborazione avviata nel 2019 con un grande protagonista dell’architettura e del design internazionali: per l’azienda che da trent’anni è un simbolo dell’abitare classico-contemporaneo, Massimo Iosa Ghini ha progettato Double Kalos, un doppio lavabo con specchio che reinterpreta in chiave attuale sofisticate ispirazioni retrò.

Nato da una riflessione sul tema della coppia, il design di Double Kalos è il risultato dell’integrazione armonica di due Kalos (il lavabo singolo presentato in anteprima al Cersaie 2019) i cui specchi circolari si fondono generando un equilibrio formale del tutto nuovo. Il grande specchio doppio che segue il profilo degli invasi si installa direttamente a parete per consentire pulizia e manutenzione ottimali.

“Double Kalos - spiega Massimo Iosa Ghini - traduce in modo particolarmente efficace la funzionalità in bellezza. L’armonia del suo design è stata resa possibile anche dalla capacità di Devon&Devon di impiegare materiali innovativi particolarmente indicati per realizzazioni complesse”.


Il corpo di Double Kalos è in White Tec, una miscela ideata e lavorata in esclusiva per Devon&Devon, che garantisce un’ottima resistenza a urti e segni e il rispetto dei più alti standard in termini di qualità e sostenibilità. All’origine del concept della collezione Kalos c’è l’osservazione del mondo vegetale: l’estetica dei lavabi su colonna ricorda le linee accoglienti e sinuose dei petali dei fiori, perfette per raccogliere la rugiada verso il loro centro e lo stelo. Su richiesta, lo specchio può essere retroilluminato con sorgenti LED che, seguendone il profilo, sottolineano l’esclusività del suo design.





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L'omaggio della street artist Laika a Luis Sepúlveda

di Laura Frigerio

Il 16 aprile ci ha lasciato Luis Sepúlveda, a causa del Coronavirus.
Il mondo della cultura non smette di piangere uno dei più grandi scrittori dell’ultimo secolo e molti artisti hanno deciso di rendergli omaggio.

È il caso, per esempio, della street artist Laika che ha creato per lui l’opera "No paramos de llorar" (tr. “Non smettiamo di piangere”), in cui vediamo due personaggi iconici della produzione letteraria dello scrittore cileno, ovvero un gabbiano in volo e un gatto.
Entrambi sono in lacrime, e il gatto, che indossa una mascherina, si ripara dalla pioggia di lacrime del gabbiano.


"Sono sempre stata una grande lettrice di Sepúlveda - ha dichiarato Laika - e la notizia della sua morte mi ha particolarmente toccata. Ho scelto di salutarlo attraverso Fortunata e Zorba, La gabbianella e il gatto, perché è il primo suo libro che ho letto e forse anche quello più conosciuto, con cui Sepúlveda è riuscito a parlare a tutti, a un pubblico fatto di adulti e giovanissimi".


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La Flourish Collection di TAI PING

di Redazione

Vogliamo portarvi alla scoperta delle creazioni di Tai Ping, produttore di fama mondiale di tappeti di lusso su misura, con la sua storia di oltre 60 anni di abilità artigianale.

L’occasione è la presentazione della Flourish Collection. Parliamo di tappeti meticolosamente annodati a mano includono dieci disegni, che sono una raccolta di studi unici sulla sensualità dei fiori.
Le trame risvegliano i sensi attraverso movimenti, colori e complessi effetti di gradazione. Facendo eco alle esplorazioni della fotografia, dell'arte e della moda contemporanea, questi tappeti si ispirano alla sfuggente bellezza della flora.

Flourish utilizza tecniche di realizzazione annodate a mano che vengono messe alla prova con toni di colore vibranti e composizioni altamente espressive. Creati da maestri artigiani in Nepal, questi tappeti su misura utilizzano solo i migliori materiali naturali, principalmente lana tibetana e seta cinese.

Ogni design può essere personalizzato e dimensionato su misura dagli studi di design interni di Tai Ping in tutto il mondo. Ogni pezzo ha una sua storia cromatica ispirata ai toni e alle forme pure e varie dei fiori. Lo spettatore è invitato a provare la sorpresa di un bouquet, fiori densi visti attraverso il filtro della luce naturale, gemme che danzano nella brezza, un ramo di eucalipto esposto ai raggi del sole e un salice in riva al fiume, per citare alcuni dei soggetti principali.

"I motivi floreali hanno ispirato l'arte per secoli, ma c'è un'interpretazione molto moderna che abbiamo sfruttato per Flourish" - ha dichiarato Juliana Polastri, Direttore Design di Tai Ping - “Il processo di manipolazione delle fotografie è servito come base per creare questi pezzi. Le tecniche realizzate nella nostra collezione Blur sono state ulteriormente potenziate”. Continua la Senior Designer Ariana Massouh: "L'intenzione era quella di lavorare con immagini figurative e trasformarle in un'esperienza sensoriale".

Completamente personalizzabile per dimensioni e colore, Flourish è l'esempio perfetto di tutto ciò che Tai Ping rende possibile. Dalla tintura alla filatura e annodatura a mano, il processo artigianale completamente integrato garantisce il pieno controllo dell'intera produzione assicurando una qualità senza pari. La collezione Flourish è disponibile negli showroom di Tai Ping in tutto il mondo.



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Chorustyle presenta la scrivania OASISSINGLE DESK

di Redazione

OASISSINGLE DESK è frutto dello stile e della continua ricerca del celebre brand di design Chorustyle. Si tratta di una scrivania dal design accattivante e dalla forma innovativa, che trasmette continuità e permette all’arredo d’ufficio d’essere interpretato e vissuto liberamente dalla persona che ne fa uso.


Un single desk che convive, idealmente, in un ecosistema funzionale studiato all’insegna dell’equilibrio garantendo non solo un’armonia di forme ma anche un’estrema praticità. Oasis permette in questo modo di trasformare la vita di chi lavora creando uno spazio costruito intorno ai nuovi parametri di benessere e di equilibrio per dare vita a un ambiente lavorativo altamente personalizzato.



Il top della scrivania, con lavorazione a 45° che testimonia la cura al dettaglio che da sempre contraddistingue Chorustyle, segue linee curve e sinuose. L’assenza di spigoli esprime un approccio alla vita lavorativa dove si attribuisce prioritaria importanza allo scambio e all’ascolto reciproco abbattendo le distanze fra individui e facilitando il lavoro di “sharing”. Le due gambe curvate di Oasis donano continuità al movimento poggiando su basamenti pieni in alluminio. La loro forma non solo caratterizza l’unicità del design di Oasis, ma è funzionale al fatto che gli interlocutori si sentano accolti e a proprio agio quando si accomodano alla scrivania.

L’area di lavoro è rivestita in vera pelle, comfort che riserva una sensazione vellutata al tatto e ribadisce l’esclusività e l’eleganza del prodotto.
 
La laccatura di Oasis è di altissima qualità, si tratta di una verniciatura al poliestere con sette fasi di lavorazione. I colori vivaci donano personalità e dinamismo al prodotto, rendendolo originale e accattivante. Le finiture in impiallacciato (palissandro indiano e noce nazionale) valorizzano l’eleganza e il design del prodotto.

 


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