di Redazione
Durante la Milano Design Week, nel cuore del Brera Design District, Seguso Vetri d’Arte torna negli spazi di Robertaebasta con un progetto
espositivo completamente rinnovato: un racconto immersivo che attraversa tempo, materia e luce, mettendo in dialogo archivio storico, ricerca progettuale e sperimentazione artistica
contemporanea.
Più che una semplice esposizione, lo spazio diventa una narrazione tridimensionale del sapere muranese. Ogni elemento riflette la continuità tra tradizione e innovazione, ponendo al centro il
Poliesaedro — storico elemento del linguaggio Seguso e reinterpretazione del Poliedro — una forma geometrica capace di attraversare epoche e linguaggi. Sviluppato dalla Seguso
Vetri d'Arte come soluzione modulare negli anni in cui alcuni tra i più importanti protagonisti del design e dell’architettura italiana, tra cui Angelo Mangiarotti, i Fratelli Tosi,
Flavio Poli e Carlo Scarpa sviluppavano altre forme con lo stesso concetto di modularità. Il Poliesaedro testimonia la continuità della ricerca dell’azienda tra memoria e
sperimentazione. Il nome deriva dalla sua struttura a sei lati, che reinterpreta in chiave contemporanea la tradizione muranese, incarnando il DNA artigianale veneziano e l’evoluzione costante
del linguaggio del vetro.
Il percorso espositivo (che potrete scoprire fino al 26 aprile , dalle 10 alle 19) si sviluppa come una sequenza di visioni luminose:
Skyline
Un lampadario orizzontale che disegna nello spazio un paesaggio sospeso, evocando il profilo di Venezia riflesso sull’acqua. La composizione nasce dall’unione modulare di poliedri in vetro ambra
e fumé specchiato. La luce non è diretta ma meditata: sorgenti LED orientate verso l’interno si riflettono sulla struttura metallica, generando un’illuminazione morbida e atmosferica, più
percepita che vista.
Lampada da tavolo Poliesaedro
Ridotto alla scala domestica, il modulo diventa oggetto scultoreo. La lampada interpreta il singolo Poliedro in quattro varianti cromatiche valorizzandone la purezza geometrica e la versatilità
compositiva, tra design e presenza artistica.
Arpa Rezzonica
Tradizione e ricerca cromatica si incontrano in un lampadario Rezzonico reinterpretato in una intensa tonalità prugna con dettagli oro. Il progetto testimonia una raffinata indagine sul colore,
recuperando lavorazioni tradizionali oggi rare e aprendo a livelli di personalizzazione estremamente elevati. Un approccio affine alla storica collaborazione con Tiffany, dove la definizione
della tonalità diventava parte integrante del processo creativo, confermando la vocazione internazionale della manifattura.
Accanto alla dimensione progettuale, Seguso Vetri d’Arte introduce anche un intervento artistico site-specific che amplia la riflessione sul tempo e sulla materia.
Ri-esistenza — installazione esterna
(1,5 × 1,5 × h 2 m circa)
Un’architettura composta da cotisso (cocciame), ed elementi di vetro per costruire una texture narrativa dedicata al riuso e alla trasformazione. Frammenti di storie e lavorazioni passate trovano
nuova forma, suggerendo che la materia non termina il proprio ciclo ma si rigenera continuamente. L’opera diventa così metafora della bellezza come processo permanente: nulla scompare, tutto si
trasforma.
Durante la Design Week, lo spazio di Robertaebasta si arricchirà inoltre di ulteriori novità e interventi espositivi, creando un dialogo dinamico tra pezzi storici e nuove visioni
progettuali.
Un invito a perdersi tra superfici luminose e volumi trasparenti, dove la storia del vetro muranese incontra le sperimentazioni contemporanee. Seguso Vetri d’Arte trasforma così la materia in
esperienza sensoriale, confermando il design come linguaggio capace di raccontare tempo, memoria e visione futura.
crediti foto: ufficio stampa Seguso Vetri d'Arte
