di Laura Frigerio
Il nostro paese è ricco di talenti al femminile tutti da scoprire. Tra di loro c'è Moà (al secolo Martina Maggi), artista raffinata che dopo essersi fatta notare in vari
programmi tv (da "X Factor" a "All Together Now" passando per "Dalla Strada al Palco") è cresciuta ulteriormente coltivando un suo microcosmo artistico a cui è difficile rimanere indifferenti. Lo
dimostra il suo nuovo album "Bouquet" (prodotto da Maestro Massimo Moriconi, tra i più grandi contrabbassisti e produttori del jazz italiano), un progetto che unisce jazz, poesia
e sperimentazione, in dialogo tra passato e presente.
"Bouquet" (prodotto da Musa Factory - Musica contro le mafie -, distribuito da Believe con il contributo di Nuovo Imaie) è disponibile in CD, vinile e su tutte le piattaforme
digitali.
Noi di Pinkandchic.net l'abbiamo intervistata...
Hai detto che "Bouquet" è "una composizione dedicata alla vita, alla bellezza e al coraggio di resistere grazie alla forza dell’amore". Ci puoi dire qualcosa di più?
«Avevo bisogno di ritrovare entusiasmo in ciò che stavo facendo e la scrittura, insieme a tutta la fase creativa dell’album, da un certo punto di vista è stata curativa. Era da tempo che sognavo
un progetto autentico, in cui poter viaggiare libera con la mia voce, senza limitazioni. Dal momento in cui ho sentito il bisogno di bellezza, eleganza e poesia, non ho avuto dubbi: Moriconi era
il produttore giusto per tutto questo. “Canto per un po’ di poesia in questa vita.”
La visione del Bouquet è arrivata durante la fase degli arrangiamenti: ogni brano si sviluppava con un mondo e un’estetica sonora così eterogenea che ho pensato subito a dei fiori che
sbocciavano, ognuno con la sua storia e il suo profumo».
Come sono nati i brani dell'album? Quali sono state le tue ispirazioni, sia dal punto di vista testuale che sonoro?
«Alcuni brani sono nati durante la mia partecipazione al Music for Change Award; i temi del contest sono stati per me di grande ispirazione. Avevo trovato uno spazio che sentivo adeguato alla mia
musica e questo, per un’artista, credo sia molto importante. Il resto è nato chiaramente dall’incontro con Moriconi e dalla sintonia incredibile che si è creata in studio fin dal primo giorno.
All’inizio ammetto di essere stata un po’ spaventata, ma è bastato pochissimo per accendere una scintilla che ci ha portati a “Briciolo d’anima” e al resto del Bouquet».
Quanto sono state importanti le esperienze che hai fatto, comprese quelle televisive?
«Credo sia impossibile non restare, in qualche maniera, legati alle scelte del passato o a tutto ciò che abbiamo vissuto. Ho capito che volevo fare questo nella vita quando ero ancora molto
piccola e tutto sembrava un’utopia lontana, ma il filo conduttore è sempre stato un enorme entusiasmo: il desiderio di saperne di più, di scoprire generi e mondi diversi. Non credo, ad esempio,
che avrei mai potuto scrivere un brano come “Franca Viola” se non avessi fatto parte per alcuni anni dell’Orchestra Giovanile Popolare di Ambrogio Sparagna. Il mio cuore è stato rapito dal soul,
dal blues e da tutto ciò che nasce dalla black music, ma non ho mai disegnato confini nei miei ascolti. La televisione, invece, mi ha fatto capire per la prima volta cosa significa essere esposti
al grande pubblico, nel bene e nel male. La TV ti apre letteralmente una finestra sul mondo e devi essere pronto a dare sempre il meglio».
Come definiresti il tuo mondo artistico?
«Il mio mondo artistico è un inno alla libertà, alla contaminazione, al coraggio di resistere nonostante tutto. È un racconto pop tradotto in tante lingue, dove c’è spazio per la meraviglia:
questo è il significato del mio nome d’arte. Moà, simile a un “wow”: la meraviglia. Quel brivido sulla pelle che arriva quando alziamo il naso e ci ricordiamo che esistono le stelle».
Ci parli della collaborazione con la designer venezuelana Ana Pia Leon per la linea di accessori Cataleia? Dove sono disponibili?
«La linea Cataleya nasce dalla volontà di dare vita alla musica attraverso qualcosa di più speciale di un semplice merchandising. Ho iniziato così a pensare a diverse soluzioni per far
“indossare” i fiori. Anna Pia è un’artista e un’anima davvero speciale: ha compreso in un secondo ciò che avevo in mente e ha dato materia a un sogno. Dopo pochi giorni dalla nostra prima
riunione aveva già disegnato diversi modelli, tornando da me con i primi prototipi. Gli orecchini sono artigianali, realizzati con una stampante 3D in PLA, una bioplastica biodegradabile di
origine vegetale ottenuta dall’amido di mais e dalle barbabietole da zucchero. Una linea ispirata alla natura, che la rispetta anche. Al momento la collezione è acquistabile online tramite la
pagina Instagram MoaXAnnapia: è sufficiente inviare un messaggio in direct con il modello di interesse per ricevere informazioni su costi, QR code e modalità di pagamento».
Progetti per il 2026?
«I progetti futuri sono far sbocciare quanti più fiori possibile in giro per l’Italia. Da marzo torneremo in teatro: prometto che a breve pubblicherò tutte le date ufficiali. Seguite @theonly.moa
su Instagram per non perdere nessuna novità. Sto già scrivendo cose nuove, chiaramente: non riesco a fermarmi. Usciranno molto presto video, versioni live dei brani e altra musica che non vedo
l’ora di condividere con il mio pubblico».
crediti foto: Emanuele Tetto (da ufficio stampa Teresa M. Brancia)
