Babbel offre un vademecum linguistico per San Valentino

di Redazione

Avere un compagno straniero è sicuramente tra i modi migliori per esplorare e conoscere nuove culture, oltre che per migliorare la conoscenza delle lingue.
Tuttavia, quando si parla una nuova lingua non sempre è facile trovare le parole giuste per indicare le proprie intenzioni e le differenze linguistiche, così come quelle culturali, potrebbero causare alcuni fraintendimenti, almeno nelle fasi iniziali.

Per questo Babbel, la app che porta le tue competenze linguistiche ad un livello superior, in occasione di San Valentino ha deciso di aiutare le coppie miste e stilare un glossario erotico-linguistico, raccogliendo alcune tra le espressioni legate al sesso più colorite in giro per il mondo. Vengono così forniti alcuni spunti per divertirsi con un po’ di sexting internazionale, abbattere le inibizioni attraverso il dirty talk ed evitare paradossali fraintendimenti.

IL SEXTING CON GLI AMANTI STRANIERI
Durante la pandemia lo scambio di messaggi erotici è diventata un’attività più frequente, vuoi per superare la distanza, vuoi per alimentare le proprie fantasie. Quando si fa sexting con una persona che parla un’altra lingua è fondamentale scegliere le parole giuste per creare e mantenere la complicità mentre si comunica. Nell’attesa di ricongiungersi con il proprio partner spagnolo si può ad esempio usare l’espressione “te voy a dejar seco/a”, che letteralmente significa “ti lascerò a secco”, sottintendendo una notte di ricongiungimento infuocata; per essere ancora più espliciti si può invece scrivere “quiero ponerte mirando a Cuenca”, ovvero “voglio metterti a guardare Cuenca”, una colorita espressione che lega il panorama della cittadina spagnola di Cuenca alla posizione della pecorina, l’equivalente dell’italiano “voglio metterti a 90”. Con i brasiliani si può invece dire “quero afogar o ganso”, frase che letteralmente significa “voglio affogare l’oca”, ma che oltreoceano è una metafora che allude al desiderio sessuale. In Germania la metafora è con una lavanderia: “Ich würde dir gerne an die Wäsche gehen” significa “vorrei andare alla tua lavanderia”, ma in questo caso il bucato non c’entra niente: è infatti un’espressione di interesse sessuale. Molto evocativa anche l’espressione portoghese per il sesso tra donne, ovvero “colar o velcro” che letteralmente significa “incollare il velcro”.

Tuttavia, se non si padroneggia ancora perfettamente una lingua straniera l’interpretazione di alcuni messaggi hot potrebbe essere fraintesa. Ad esempio, quando un amante tedesco scrive “kuss zurück” sta restituendo virtualmente un bacio, un gesto affettuoso da non confondere con un invito a baciargli il fondoschiena, come la traduzione letterale “bacio al di dietro” lascerebbe intuire. “Não fazer cu doce” è un’altra espressione, questa volta di origine brasiliana, che trascende la traduzione letterale “non fare il culo dolce” e che viene utilizzata per indicare l’atteggiamento di chi fa il prezioso. Se invece si messaggia con uno spagnolo è importante ricordarsi che “linda” significa “bella” e che quindi non c’è stato nessuno scambio di persona. E ancora, se un danese scrive “jeg spiste en nissepik” significa che “ha mangiato un hot-dog” e non un “piccolo pene”, questa la traduzione letterale di “nissepik”.

TRA “FONTANE” E DIRTY TALKING
Quando il rapporto tra due persone è ben consolidato i freni inibitori tendono a scomparire e il sesso può diventare più piccante. Una delle pratiche più popolari in tal senso è quella del dirty talking, vale a dire le provocazioni verbali che per molti sono fonte di eccitazione. Chi vive una relazione multiculturale potrebbe sorprendere il proprio partner provocandolo nella sua lingua madre. Ad esempio, per dichiarare le proprie intenzioni con uno spagnolo si può dire “bajo al pilón”, che significa “scendo alla fontana” e, se la gita sottocoperta dovesse andare a buon fine, si potrebbe esclamare “qué rico!”, l’equivalente italiano di “è così buono!”.

Le donne che desiderano invece spronare un compagno tedesco possono dire “gib's mir”, vale a dire “dammelo”, oppure “mein hengst”, che significa “mio stallone”. O ancora, se si vuole lasciare l’iniziativa all’amante francese si può scegliere tra “prends moi” e “fais de moi ce que tu veux”, rispettivamente “prendimi” e “fai di me ciò che vuoi”. Per apprezzare le capacità del proprio partner in inglese si può invece dire “you turn me on”, che significa “mi ecciti” oppure “I love how big/wet you feel” ovvero “mi piace sentirlo/a duro/bagnata”. Infine, per spingersi davvero oltre i limiti, “trækkerdreng” è l’equivalente danese di “puttano”, mentre “sik beni” significa “scopami” in turco.

HO CAPITO BENE?
Nel linguaggio parlato alcune parole possono suonare molto simili, pur nascondendo significati profondamente diversi. Ad esempio, se si vuole lasciare il posto sulla metro di Tokyo, bisogna dire “suwatte kudasai!”, ovvero “prego si sieda” e non “sawatte kudasai!” che significa “per favore, mi tocchi”. Analogamente, la parola tedesca “hui” e quella polacca “chuj” hanno un suono quasi identico, ma mentre “hui” è un intercalare onomatopeico utilizzato per esprimere gioia o sorpresa, “chuj” in polacco significa “pene”. Se si va a dormire a casa di un amico tedesco e si avverte caldo durante la notte bisogna assicurarsi di scegliere il verbo giusto: “ho caldo” si dice “mir ist heiss!” e non va confuso con “ich bin heiß!”, che invece significa “sono arrapato/a”.

Chi invece a dormire non ci pensa proprio e anzi vuole andare dritto al sodo con la propria conoscenza brasiliana può limitarsi a dire “quatro”, questa la parola chiave per indicare la pecorina. In danese poi, qualora si volessero fare allusioni sessuali è fortemente sconsigliata la parola “pølse”: significa infatti “salsiccia”, ma nella cultura danese questo alimento non ha nessuna connotazione erotica; al contrario, il secondo significato di “pølse” è “cacca”. Un’altra parola scandinava a cui prestare attenzione per evitare figuracce è “fika”, termine svedese con cui si indica un momento in cui rallentare e godersi le piccole cose della vita. Infine, se una vostra conoscenza portoghese dovesse pronunciare la parola “sextou” fate attenzione a non fraintendere! Non vi sta invitando in camera da letto, ma sta solo esprimendo la propria felicità per l’arrivo del weekend.

 

 


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