Alla scoperta di Fiorella Ciaboco e della sua moda

di Laura Frigerio

Nel cuore di Milano (in Via de Cristoforis, 5) si trova lo showroom di Fiorella Ciaboco.

Sviluppato su due piani, è accogliente al punto giusto tanto da sentirsi come a casa propria e non volere più andare via.

Questo è quello che succede quando ti fermi a chiacchierare con Fiorella, una donna piena di grinta e passione per il proprio lavoro, che ha iniziato quando era giovanissima nella sua città di origine, Sassoferrato, un paese che si affaccia nella provincia di Ancona e conta poco più di 1.000 abitanti.

 

Fiorella Ciaboco, ama definirsi “sarta” con una gran passione per la moda e per il made in italy nel senso più puro, anche quello del buon cibo e del buon vino ma, prodotti rigorosamente in Italia. Realizzare abiti su misura capaci di esprimere la personalità di ogni donna.


Questo è quello che ama fare da tanti anni, fin da quando giovanissima, si diploma in modellistica a Perugia e a 21 anni apre il suo primo piccolo laboratorio a Jesi, dove a differenza di Sassoferrato, l’aria che si respirava era quella di una cittadina con ampie risorse e prospettive, una città più “industrializzata” tant’è che sin dalla fine dell’ottocento viene definita la “Milano delle Marche”. Qui Fiorella acquisisce ancora più competenze e si impadronisce per sempre di quella che ancora oggi è la sua arte.


Ogni capo che viene prodotto nella sartoria di Fiorella, ha una sua storia, fatta di scelte accuratissime del tessuto, della confezione, del progetto completo, con una ricerca della perfezione quasi maniacale. I tessuti, i ricami, gli accessori che vengo utilizzati per la confezione di ogni abito, realizzato su misura, vengono messi a disposizione di ogni cliente che li sceglie in sinergia con Fiorella, così da creare un prodotto unico e ineguagliabile.

Quello che distingue Fiorella è proprio il non omologarsi ai dettami che impone la moda, in un determinato periodo. Un’eleganza senza tempo, dettata da forme anche classiche, ma rivisitate nel tempo e rimodellate con nuovi tessuti, anche tecnologici. Fiorella Ciaboco inoltre, si distingue per l’amore e il rispetto per l’ambiente e per l’ecologia. Tante sono le donne che hanno nel proprio armadio una pelliccia che non usano più perché ormai fuori moda. Grazie alla maestria e le competenze della “sarta” Fiorella, è possibile rimettere a modello la propria pelliccia per ritrovare quindi un capo nuovo e con un pelo lucente che altrimenti avrebbe finito il suo corso dentro ad un armadio.

A proposito di Sartoria Fiorella Ciaboco
Fiorella si specializza giovanissima in modellistica e apre il suo primo laboratorio sartoriale sfidando la diffidenza e i pregiudizi di un piccolo paese di provincia. Appassionata, esigente e determinata sviluppa e ingrandisce la sua attività avvalendosi di maestranze specializzate. Oggi i suoi capi su misura, oltre che sul territorio locale, sono conosciuti e apprezzati da clienti di molte altre città come Roma, Milano, Melbourne, Montecarlo, Londra, Perth in Australia. La sartoria Fiorella di Jesi, attiva dal 1986 nel mondo della moda femminile, si distingue per l’elevata qualità del prodotto su misura e per uno stile imprenditoriale creativo e innovativo.
Nel 2002 la sartoria avvia un ponte con il mercato milanese che nel 2010, per soddisfare la domanda crescente di un pubblico alla ricerca dell’abito fatto a mano, si concretizza con l’apertura di una sede in Corso Como, 9. Questo nuovo atelier si trasferisce poi in una sede più grande in Via Carlo de Cristoforis 5, a due passi da Piazza Gae Aulenti. La presenza su Milano rafforza le numerose collaborazioni che Fiorella attiva per realizzare progetti speciali in cui il proprio prodotto artigianale incontra e si confronta con il meglio della cultura della sua regione: la buona tavola, i vini eccellenti, il panorama, il teatro, l’arte, la musica.
L’Atelier diviene anche meta per delegazioni estere che, attraverso giornate workshop, possono vivere un’esperienza a contatto con le maestranze e le tipiche lavorazioni sartoriali. Anche l’organizzazione delle sue sfilate non tradisce il suo bisogno di raccontare la bellezza di un mestiere unico, quello di creare uno stile su misura.