Romina Falconi alle prese con i cuori infranti

di Laura Frigerio

Brava, bella, sensibile e geniale. Questo e molto altro è Romina Falconi che, dopo aver pubblicato il suo nuovo singolo "Le 5 Fasi del Dolore", aprirà un centro di ascolto per cuori infranti.

Quando e dove? Da giovedì 11 ottobre a sabato 10 novembre, ogni martedì e giovedì dalle ore 17 alle ore 19 presso la Galleria Santa Radegonda di Piazza Duomo a Milano.

Qui la cantautrice ascolterà i suoi fan e chiunque vorrà consultarla, per condividere storie personali e confessioni a cuore aperto riguardo al tema della canzone e drammi quotidiani.

Le 5 Fasi del Dolore (Freak & Chic/Artist First), che è stato lanciato dopo averlo rappresentato con una performance collettiva di spose abbandonate in tutta Italia, descrive gli stati d’animo principali che una persona prova dopo il trauma dell’abbandono. L’inedito anticipa l’uscita del nuovo disco nel 2019.

«Mi dicono che raramente esprimo quello che sento ma quando lo faccio, lo faccio in modo viscerale. Per me questo è l’unico modo di scrivere. Crudo.  – commenta Romina Falconi – Questa volta ho voluto parlare di abbandono. La mia canzone si chiama "Le CinqueFasi del Dolore” e cita il famoso modello sviluppato dalla psichiatra Elisabeth Kübler Ross sull’elaborazione del lutto, dell’abbandono. La paziente sono io. Forse è vero che il maestro migliore è il dolore, ma che me ne faccio della lezione imparata se mi hanno abbandonato? Che me ne faccio di me, se il mio desiderio è distrutto? Ho pensato di rappresentare l'abbandono nelle piazze di alcune città, nel modo più tenero possibile: una ragazza vestita da sposa, in lacrime.Ero presente mentre una dolce sposina disperata vagava tra la gente allibita.Poche signore si sono avvicinate cercando di dare conforto. L’abbandono ci fa così paura? Ho voluto fotografare quel momento, descrivendo con precisione chirurgica cosa ho provato durante un abbandono, ridendo e piangendo di me. Volevo essere sincera, a qualunque costo. Ho deciso di scrivere canzoni emotive. Ma forse non è una scelta. Forse, non avendo io grande padronanza della mia vita e dei miei sentimenti, ho voluto mappare le emozioni che provo, perché spero che lì fuori ci sia qualcuno che abbia sentito le stesse cose. Forse scrivo per non sentirmi più sol.»


La canzone, già molto apprezzata, vanta un sound moderno di respiro internazionale. Questo anche  grazie alla produzione di Francesco “Katoo” Catitti,  già produttore di Michele Bravi e collaboratore di Elisa.