In ricordo di Marilyn

di Laura Frigerio

Il 5 agosto di 53 anni fa moriva Marilyn Monroe, lasciando un vuoto enorme in chi l'amava e entrando, tristemente, nel mito.

Donna di raro carisma (della bellezza poi non si discute) finì per segnare un'epoca, diventando icona di stile nonché simbolo del cinema della “old Hollywood”, patinato ed elegante sia in bianco e nero che nella sua versione technicolor. “Niagara”, “Gli uomini preferiscono le bionde”, “Come sposare un milionario”, “Quando la moglie è in vacanza”, “Il principe e la ballerina”, “A qualcuno piace caldo”: questi sono solo alcuni dei film entrati nella storia e che, ancora oggi, guardiamo sempre con piacere.

In molti si chiedono come sarebbe invecchiata Norma Jeane Mortenson (questo il vero nome di Marilyn), se quella maledetta notte un dose eccessiva di barbiturici non ce l'avesse portata via. Una cosa è certa: non avrebbe mai smesso di bucare lo schermo come solo lei sapeva fare, con quel mix di sensualità e ingenuità, di forza e fragilità, che la rendevano una creatura meravigliosa.

Negli anni tante cose sono state dette e scritte su di lei, ma se volete leggere un libro biografico in grado di descrivere con sensibilità la sua personalità e la sua anima, vi consiglio “La macchina soffice” della giornalista-scrittrice Erica Arosio.

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